Ogni tanto stacco dalla tesi e torno qui sul blog.
In questi giorni ho concluso il secondo volume della Grisha Trilogy di Leigh Bardugo, Assedio e Tempesta.

Il primo volume della saga mi era piaciuto molto , questo volume centrale mi ha fatto comprendere perché ho sentito dire tante volte che i libri di mezzo di trilogie e saghe siano spesso noiosi e lenti. Lo stile di scrittura dell’autrice continua a piacermi, ma il libro in sé non mi ha convinto granché – la verità è che voglio finire il prima possibile la trilogia e leggere Sei di Corvi, che è considerato molto più maturo di questa saga arrivata troppo tardi in Italia. –
I fan lamentano la sostanziale assenza dell’Oscuro in questo volume ma a dirla tutta anche se non è presente fisicamente – se non nei capitoli iniziali e in quello conclusivo – Alina lo continua a percepire perché ha creato un legame sostanzialmente indissolubile tra loro attraverso un oggetto forgiato appositamente per lei nel primo romanzo.
Le vicende conclusive del primo romanzo hanno fatto in modo che si diffondesse la voce che Alina è morta, facendola diventare una Santa. Questo continuo appellarla come tale mi ha un pò angosciato durante la lettura. Dopotutto lei è un’adolescente e questo ruolo ha una responsabilità non indifferente per gente oppressa come quella di Ravka.
In questo romanzo compare Sturmhond, un corsaro che in realtà ha una seconda identità che non vi rivelerò. E’ lui a rendere il romanzo più interessante, se non fosse che quello che prima era un triangolo amoroso adesso si trasforma in un cerchio con al centro Alina. Anche se si potrebbe aprire un dibatto riguardo alla sincerità dei sentimenti dell’Oscuro o di questo altro personaggio verso la protagonista perché in realtà è palese che di romantico ci sia ben poco.
Mal, che avevo difeso nel primo romanzo, ha avuto un calo in capitolo in particolare che mi ha fatto comprendere perché tante lettrici non lo vedano di buon occhio. E’ comprensibile dato che lui è un ragazzo comune e un disertore, mentre Alina è la Grisha più potente mai esistita e questo non facilita la loro relazione, però questa scena in particolare non mi è piaciuta per nulla: Alina cerca di avere un dialogo con lui che si è quasi fatto uccidere in uno scontro clandestino con un Grisha, lui è visibilmente ubriaco – e, purtroppo, lo è per quasi tutto il libro – e le urla contro con una cattiveria indicibile dopo che un loro momento di intimità viene interrotto bruscamente perché Alina crede di aver visto l’Oscuro. E’ stata una scena dolorosa, ma comprendo la debolezza di Mal, che ha disertato per cercare Alina e sa di non essere all’altezza della situazione essendo un comune essere umano senza poteri. Sono comportamenti molto al limite, i suoi, ma dal mio punto di vista è molto più tossico l’Oscuro che cerca di possedere Alina come un oggetto.
Non posso dire molto per evitare spoiler, ma in ogni caso ho intenzione di concludere la trilogia con Rovina e Ascesa.
Se qualcuno volesse dare la sua opinione, i commenti sono aperti.
A presto,
Cate L. Vagni
Concordo, anch’io molte volte ho riscontrato che i libri di mezzo nelle saghe siano un po’ lenti (vedi ad esempio la saga di Twilight)… per fortuna ci sono anche delle belle eccezioni!
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Io non me n’ero mai resa conto fino ad adesso ma effettivamente questo lo è pure troppo. Il secondo libro può essere un incentivo a continuare ma, allo stesso tempo, purtroppo, può diventare anche il motivo per cui molli la saga se è veramente troppo lento e non succede nulla. C’è un alto rischio che i personaggi abbiano addirittura un’involuzione tra l’altro 🙈
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