Siamo sicuri che sia vera innovazione? ( SPOILER As we see it – Te lo racconto io, Amazon Prime Video)

Per la rubrica sulla rappresentazione mediatica dell’autismo oggi recensisco una serie Prime Video molto recente, ovvero As we see it – Te lo racconto io.

Poster promozionale della serie

In questa serie i tre personaggi autistici sono interpretati da tre attori autistici.

Jack ( Rick Glassman)
Violet ( Sue Ann Pien )

Harrison ( Albert Rutecki)

Abbiamo tre rappresentazioni differenti dello spettro e questo è un plauso, ma questa serie ha diverse criticità molto grandi che tutte le persone autistiche hanno notato e segnalato.

I tre protagonisti sono coinquilini ed ex compagni di scuola che abitano in un appartamento condiviso.

La serie si apre con Jack, ragazzo autistico che lavora in un’azienda come informatico e sta programmando un software ma viene richiamato dal suo capo per il suo comportamento sul luogo di lavoro. Jack, con la stessa supponenza di Sheldon, si guadagna un licenziamento perchè si rivolge al suo capo dandogli dell’idiota e credendosi più intelligente di lui.

Partiamo bene.

Parallelamente, ci viene presentata Violet, che lavora in un fast food come cassiera. Violet sogna l’amore ma combina disastri ogni volta che apre bocca infatti, crea una situazione imbarazzante con un cliente al quale sembra essere interessata partendo in quarta con le sue fantasie e parlando anche di “sesso al primo appuntamento”. Si scoprirà che il tipo è sposato e Violet verrà relegata in cucina.

Lo dico subito, visto che nella serie capita più di una volta: lo stereotipo dell’autistico che fa discorsi del tutto fuori luogo – sia come questo, sia anche nei casi in cui parli di interessi speciali – ha un pò stancato: io non lo faccio. Se succede vuol dire che mi fido dell’altra persona e mi sento al sicuro a lasciarmi andare a parlare dei miei interessi con lei. Questo non è “non avere filtri” è proprio essere inopportuni.

Il terzo ragazzo del trio è Harrison, l’unico a non avere un lavoro. E’ un ragazzo sovrappeso che ha difficoltà a uscire per via della forte ipersensorialità ai rumori e alla luce e un disturbi d’ansia sociale.

I tre ragazzi hanno una caregiver, Mandy, che si fa in quattro per aiutarli. Nel primo episodio la ragazza cerca di convincere Harrison a uscire con la scusa di arrivare fino al bar dall’altro lato della strada per prendersi i suoi dolci preferiti. Tra i tre, Harrison è quello che viene infantilizzato costantemente da chiunque per ogni cosa.

Il secondo caregiver è il fratello maggiore di Violet, Van, personaggio che mi ha messo abbastanza ansia perchè controlla ossessivamente la sorella minore autistica per la sua condizione e non le permette di vivere la sua vita anche se ha ventisei anni. Le impone divieti senza darle mai soluzioni alternative.

Nel corso del primo episodio, Violet ha un meltdown e, negli otto episodi che compongono la serie, ne ha più di uno quasi sempre a causa dell’atteggiamento del fratello. Urla e piange ogni volta che succede, agitandosi parecchio e rischiando di distruggere le cose che ha intorno. La ragazza vorrebbe incontrare ragazzi e vivere una relazione come la desidera, ma il fratello le vieta qualsiasi strategia di approccio a partire dalle app di incontri. Violet non sa cosa fare e nessuno le spiega mai davvero come vivere certe situazioni.

Conosciamo il padre di Jack, tutore legale del ragazzo, che si scoprirà essere malato di cancro e quindi è necessario che Jack riottenga quel lavoro frenando la lingua. Siccome il padre rischia di morire, è necessario anche che qualcun altro diventi il tutore del ragazzo che non sa gestire le proprie finanze nonostante sia presentato come un genio dell’informatica superorganizzato. Nonostante io abbia avuto difficoltà a empatizzare con lui dato che inizialmente era davvero troppo saccente, ma, andando avanti negli episodi diventa chiaro che questo ragazzo è convinto di non avere emozioni di nessun tipo e tenta di apprenderle meccanicamente. Jack svilupperà dei sentimenti per l’infermiera nigeriana del padre, Ewatomi. Nel momento stesso in cui lui si accorge che la donna è interessata a lui, il ragazzo le dirà che lui non è interessato agli appuntamenti, al romanticismo e ai regali ma lei gli piace. Questa dichiarazione mi ha fatto molto pensare ma non ne parlerò adesso perchè si aprirebbe una parentesi troppo grande e questo articolo sarà già lungo.

Sul posto di lavoro Violet conoscerà Julian e, di nuovo, lei si costruirà castelli in aria. Violet ha un forte desiderio di avere una relazione intima e sentimentale con qualcuno per “sentirsi normale”. Questa richiesta mi ha fatto davvero male. L’educazione affettiva e sessuale della ragazza è pressochè inesistente e invece di spiegarle come funzionano queste relazioni e tutte le diverse sfumature delle stesse, Van si limita a imporle continui divieti e arrabbiarsi come se avesse davanti una persona incapace di capire certe cose. La ragazza sperimenterà la sessualità con Julian, che voleva solo una relazione sessuale senza implicazioni sentimentali. Questo le scatenerà un altro meltdown che le farà perdere definitivamente il lavoro facendo valutare a Van l’idea di farla trasferire in un centro specializzato in autismo per persone non autonome. La ragazza corre il rischio di restare incinta perchè non sa se l’altro ha usato il preservativo e Van si sostituisce a lei nel momento in cui devono chiedere la pillola del giorno dopo in farmacia nonostante lei abbia ventisei anni. Ho trattato la difficoltà a comprendere i sottintesi e le sfumature della comunicazione in un vecchio articolo e questa ragazza li esemplifica alla perfezione, purtroppo.

Harrison dovrebbe fare un totale di passi giornaliero per tenersi in forma ma non vuole saperne di uscire. Durante uno dei tanti tentativi conoscerà AJ, un bambino molto sveglio di dieci anni che inizialmente gli ruberà l’orologio con il contapassi e sua madre, mentre restituisce l’oggetto, grida a Harrison di lasciare in pace il figlio dato che è una persona strana. I due in realtà resteranno amici tanto che il bambino seguirà da lontano Harrison durante un tentativo di fuga derivato da un malinteso con la caregiver. La sola persona che fa notare che non è giusto che i genitori continuino a nascondere al ragazzo le loro decisioni sul futuro perchè pensano che non capisca è la sorella maggiore, Nancy, che non accetta che lo trattino ancora come un bambino.

Sia Mandy che Van avrebbero delle relazioni sentimentali esterne al loro ruolo di caregiver e sibling * , ma queste sembrano naufragare perchè entrambi sono troppo concentrati sul loro ruolo e non pensano ad altro. Van voleva tenere fuori la sorella dalla sua relazione ma alla fine la fidanzata la incontra e la situazione sfugge di mano in poco tempo perchè Violet tende ad attaccarsi a chiunque. Mandy, invece, ha una relazione a distanza con Joel, con il quale si videochiama spesso e che le chiede di tentare il test per una prestigiosa scuola di medicina dato che ha tutte le carte in regola per farlo e, in effetti, attira l’attenzione di una famosa studiosa nel campo nel quale si vuole specializzare ovvero la neurologia. Mandy, però, ha paura che i ragazzi restino troppo scombussolati da questa novità quindi ci ripensa varie volte. Van la bacerà, mettendola in difficoltà e scatenando il fastidio di Harrison, che li vede e si sente tradito perchè si era convinto che la ragazza fosse innamorata di lui.

Harrison e Violet sono i più possessivi verso la caregiver infatti anche Violet non prenderà bene la scoperta del bacio tra il fratello e la ragazza. I genitori di Harrison accuseranno Mandy di essere poco professionale quando lo verranno a sapere ma lei difenderà la sua posizione.

In questa serie un pò tutti parlano troppo e si lasciano sfuggire cose nei momenti meno opportuni, ora che ci penso.

Violet inconterà Douglas, al quale piacerà subito e che le offrirà di lavorare presso la sua libreria. Durante il colloquio, le vietano di spiegare perchè è stata licenziata ma ovviamente non riesce a limitarsi nello spiegare perchè ha creato un ambiente ostile a lavoro e racconta tutto nei minimi particolari. Douglas è autistico come lei e questo farà in modo che Mandy e il fratello siano più accomodanti nei suoi confronti rispetto al ragazzo precedente.

Il padre di Jack contatterà una zia che ha chiuso i rapporti con loro a causa dei comportamenti di Jack, che spaventavano i cugini e il ragazzo ne è perfettamente consapevole. Negli ultimi episodi, però, sembra cambiare carattere in maniera troppo drastica: nel primo episodio viene licenziato perchè risulta troppo diretto con il capo e non si sente minimamente in colpa ma resta fermo nelle sue convinzioni anche quando lo riassumono, pochi episodi dopo si biasima di essere strano e di spaventare gli altri con le sue crisi. Come ho già detto, Jack sa benissimo di non essere come gli altri e ha sempre un atteggiamento di superiorità che lo fa risultare quasi antipatico, quindi questa non mi sembra una vera presa di coscienza perchè non è realistica. Per lui non è un problema essere come è, a differenza di Violet. Tra l’altro, con l’urgenza di trovare un\ una caregiver chiederà a Ewatomi di sposarlo anche se si sono appena conosciuti ma lei gli dirà che sta per tornare in Nigeria quindi non può accettare. Ewatomi ha una decina di anni più di Jack, che non ha alcuna esperienza nel campo delle relazioni e le uniche cose che sa sul sesso le ha imparate dai porno. Lui è quello che. tra tutti, straparla, soprattutto davanti ai medici nel momento in cui cercano di spiegare a entrambi la situazione del padre infatti incontra Ewatomi dopo essere stato cacciato dallo studio medico per aver dato degli idioti ai medici. Straparla anche mentre tenta di dichiararsi all’infermiera.

Harrison ha difficoltà anche a indossare lo smoking elegante per la festa di laurea della sorella. Sia la sorella che i genitori si trasferiranno altrove ma lo dicono solo a Mandy e non direttamente a Harrison. Quando il ragazzo lo viene a sapere, ovviamente, esplode. E’ questo il momento in cui la sorella fa notare che non dovrebbero trattarlo come un bambino. Harrison e Violet hanno un meltdown simultaneamente perchè la ragazza ha discusso con il fratello per fargli capire che non ha intenzione di trasferirsi in quel centro e vuole essere indipendente ma il fratello le dice che in realtà le loro finanze sono quasi azzerate nonostante l’eredità dei genitori e Violet pensa che loro non l’abbiano voluta perchè autistica. Violet vive con la constante sensazione di non essere nè voluta nè amata da nessuno per questo vorrebbe “essere normale”, mentre il fratello prende sempre la parte migliore , – in questo caso ci va inclusa anche Mandy dato che i due si sono baciati e questo è un altro motivo per cui Violet è gelosa. – . Violet si infervora perchè non accetta che i genitori di Harrison se ne stiano andando e glielo abbiano nascosto dato che, dal suo punto di vista, i genitori non dovrebbero abbandonare i figli.

Violet è quella che, più di tutti, si sente un fardello per gli altri e questo è stato doloroso da sopportare.

La parte finale dell’ultimo episodio, poi, raggiunge l’apice della problematicità nel momento in cui i quattro caregiver – Van, il padre di Jack, i genitori e la sorella di Harrison e Mandy – osservano i tre ragazzi che giocano a ping pong, gioco preferito di Harrison, e discutono sulla loro vita. I genitori di Harrison elencano tutte le rinunce che hanno dovuto fare per assecondare il figlio, il padre di Jack prima afferma di aver pensato di aver fatto qualcosa di male per aver avuto un figlio del genere, per poi ritrattare e dire che il figlio gli ha migliorato la vita.

Credo di aver già parlato in un’altra occasione di quanto sia sbagliato e degradante considerare una persona speciale solo per la sua neurodivergenza e/o disabilità. Davvero siamo speciali solo per questo e non per altre nostre capacità o per il nostro carattere? Nessuno è tenuto a vivere per insegnare qualcosa agli altri, nemmeno noi.

Ogni persona è speciale per qualcuno a modo suo per ciò che è nella sua totalità, questo dovrebbe valere per chiunque a prescindere dall’essere neurotipico o neurodivergente o altro.

Detto questo, la serie, come molte altre, può essere valida come introduzione allo Spettro Autistico ma va presa con le pinze per i motivi che ho detto: la maggioranza delle persone autistiche hanno evidenziato che situazioni come quella di Violet e Jack sono evidenti rappresentazioni di invalidazione emotiva che ti colpiscono nel profondo se sei abituato a viverle semplicemente perchè esprimi le tue emozioni in maniera differente o non ti vengono mai spiegate cose che magari potresti anche comprendere se te ne dessero modo invece di sostituirsi costantemente a te.

Ci tengo che questo messaggio arrivi forte e chiaro dato che Violet, purtroppo, ha fatto da specchio a parecchi di noi, me compresa e spesso ho avuto difficoltà a continuare la visione per la rabbia che mi scatenava l’atteggiamento di Van.

Spero che questa lunga analisi vi abbia fatto riflettere e possa dare vita a un dibattito costruttivo,

A presto,

Cate L. Vagni

NdA:

11 pensieri su “Siamo sicuri che sia vera innovazione? ( SPOILER As we see it – Te lo racconto io, Amazon Prime Video)

  1. Analisi interessante che però tiene conto solo parzialmente delle difficoltà di Van, che senza l’esperienza di genitore si trova ad affrontare una situazione che in parte lo sovrasta. Anche l’atteggiamento di Mandy secondo me risulta stucchevole; troppo coinvolta per essere sufficientemente professionale.
    Per il resto siamo di fronte ad una finzione, non ad un documentario e quindi gli aspetti più emozionali e grotteschi vengono esasperati per agganciare l’attenzione del telespettatore. La realtà è molto più articolata.

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    • Si lo capisco che Van si ritrova in una situazione più grande di lui praticamente senza aiuti ma comunque mi sembra che non le dia mai le spiegazioni che merita e che può capire, la scena in farmacia lo dimostra secondo me. Mandy in effetti ha un po’ troppo l’aura della santa che deve trovare sempre la soluzione a tutto e non può mai sbagliare. Il suo personaggio mi ha fatto abbastanza tenerezza. La fine lascia tutto in sospeso ma mi pare di aver capito che alla luce di quello che succede con Van e, soprattutto, con Harrison, lei decida di dare le dimissioni.
      Anche la funzione serve a capire la realtà quindi è importante coinvolgere chi guarda ma ci sono modi e modi per farlo in certi punti questa serie ricorre al solito escamotage che qualsiasi persona disabile e/o autistica chiede di superare quindi è un po’ così

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    • Non lo metto in dubbio ma il punto è che Violet non vuole andare e Van non ha un vero dialogo con lei in merito. Mi sembra che tra loro due non ci sia mai un vero dialogo ma solo urla che sfociano in una crisi per lei. E comunque Violet forse aveva trovato un altro lavoro dato che fa quel colloquio per lavorare nella libreria di Douglas. Van cambia semplicemente idea all’ultimo e non è che ci sia un vero confronto tra fratelli, cambia idea solo dopo aver parlato con gli altri caregiver.

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  2. Riesco a recuperare solo adesso la disamina completa della serie, che mi hai sviscerato però di persona e tramite messaggistica e continuo a pensare che, come già avevo fatto notare, che questo tipo di rappresentazioni, che vanno a puntualizzare e a zoomare solo sulle carenze di questi individui, in realtà non sono dei bei biglietti da visita! Penso che una persona potrebbe addirittura pensare che siano individui talmente complessi e così poco gestibili che è meglio lasciarli perdere (se non fanno già parte della loro famiglia), che è proprio il contrario di quello che dovrebbero essere l’obiettivo di questo tipo di serie! Invece, cerco di spezzare una lancia a favore dei caregiver (non prendendo in considerazione i caregiver della serie) che, a mio avviso, sono abbandonati alla loro buon anima e propensione alla causa, ma non sono assolutamente preparati ad affrontare un cammino così complesso, che comprende molte fragilità.

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    • Ne abbiamo già ampiamente parlato di persona e non ho altro da aggiungere. Lo capisco che per i caregiver – soprattutto per Mandy che è praticamente una crocerossina che non ha una vita propria e sta 24/7 con i tre ragazzi protagonisti – non è facile lavorare con questi ragazzi ma le frasi che si dicono nell’ultimo episodio sono fastidiose e abiliste a conti fatti dato che prima li considerano un peso poi dicono “Eh questi ragazzi ci hanno insegnato tanto”. Mah
      Comunque ora su Netflix ne è uscita una nuova che si chiama Avvocata Woo, aspetto che escano tutti gli episodi in italiano poi la guardo ma ho già sentito pareri non proprio positivi perché al solito abbiamo lo stereotipo dell’autistico genio ma inetto socialmente oltre che quello della ragazza carina perché goffa. Non sono permesse molto rassicuranti ma vediamo

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      • Concordo, la frase “sono esseri speciali che ci hanno insegnato tanto” sa tanto di contentino agrodolce per giustificare la situazione in cui si sono trovati. Speriamo che con la nuova serie vada meglio

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