Femminismo “forzato”? parte 2: Il manga ispirato alla storia della pittrice Artemisia Gentileschi

Per continuare la rubrica iniziata con l’articolo sul romanzo di Marie Lu sulla sorella di Mozart, Anna Maria detta Nannarl, oggi vi parlo di un manga (e anime) scoperto nell’ultimo periodo che è un’opera pregevole che tutti dovrebbero recuperare: Arte di Kei Ohkubo.

Kei Ohkubo, Arte, Planet Manga, 2013

Come riportato nel titolo, Arte Spalletti, la giovane protagonista dell’opera, è parzialmente ispirata alla pittrice romana Artemisia Gentileschi per lo stile e per alcuni atteggiamenti. La storia di questa pittrice è segnata da un evento tragico ai suoi danni: una violenza sessuale da parte del collaboratore e amico del padre Agostino Tassi. Questo evento venne rappresentato nel suo quadro Giuditta che decapita Oloferne.

Artemisia Gentileschi, Giuditta decapita Oloferne, 1620

La storia di questa coraggiosa pittrice è raccontata in diversi documentari e un romanzo scritto da Anna Banti, scritto nel 1947 ma pubblicato nel 2015.

Trailer della prima stagione dell’anime
Sigla dell’anime

Arte Spalletti è una ragazza nobile nata e cresciuta a Firenze durante il Rinascimento. La ragazza ha una sola aspirazione: dipingere. Il defunto padre appoggiava questa passione della figlia, la madre, al contrario la trova un’attività poco adatta a una ragazza in età da marito. Arte fugge di casa dopo una lite e cerca una bottega che la ospiti. I maestri bottegai la respingono perchè è donna e nobile, allora, frustrata, in un primo momento si taglia i capelli poi minaccia di recidersi il seno. La ragazza viene affidata a Leo, un uomo con molto talento ma molto scorbutico che non ha allievi. Leo non ha intenzione di farle da maestro perchè crede che sia solo il capriccio di una nobile, mentre lui era un ragazzino mendicante che nessuno voleva. Pensando di farla desistere, Leo le affida il compito di pulire le tavole da pittura, un lavoro piuttosto pesante che lei non ha mai fatto. Con suo grande stupore, il suo gesto ottiene l’effetto opposto: Arte passa tutta la notte a preparare le tavole con gran fatica, dimostrando una grande determinazione che lascia Leo senza parole. Da quel momento la ragazza non tornerà più a casa e inizierà il suo percorso di formazione.

Durante i dodici episodi che compongono l’anime ( e quindici volumi del manga), la ragazza dovrà dimostrare che nè il suo genere nè le sue origini nobili sono un limite dato che ogni persona che incontra ci tiene a ricordarle che una donna non dovrebbe dipingere. In questo suo percorso farà amicizia con un apprendista di un’altra bottega, Angelo, un ragazzo molto premuroso che osservando la caparbietà della ragazza, capirà che anche le sue sorelle minori possono fare le cose da sole anche se sono state educate a pensare di non essere capaci. Infatti, per convincere il maestro della bottega di Angelo a lasciarle disegnare una statua che stanno tenendo nella bottega, Arte accetterà di trasportare dieci pesanti sacchi di argilla. Ancora una volta la giovane lascia tutti sbalorditi e riesce a portare a termine quel compito, ma. come effetto collaterale, non ha la forza necessaria per disegnare perchè le dita sono stanche per lo sforzo fatto. Il capo delle bottega di Angelo acconsente a farla tornare ogni volta che desidera e i ragazzi della bottega iniziano a rispettarla.

Leo, che è così burbero e scorbutico, a modo suo tiene a questa ragazza forse un pò troppo esuberante e impulsiva e lei svilupperà una cotta per lui. Una persona che aiuterà molto Arte nel suo percorso di crescita è proprio un’amica di Leo, Veronica, una ragazza benestante con un passato particolare alle spalle. Veronica sarà la prima a chiedere ad Arte di farle da ritrattista e noterà la cotta della ragazza per il suo amico cercando di consigliarla.

Oltre a Veronica, un altro personaggio femminile al quale Arte si lega è Dacia, una giovane sarta. Lei e Angelo diventano i suoi amici più fidati.

Gli ultimi tre episodi si spostano a Venezia per un motivo molto preciso: Arte ha attirato l’attenzione del nobile Juri Falier che ci tiene a farle notare che non può fingere di non ricordare che le sue origini le danno un minimo di privilegio sulla maggioranza dei pittori, che sicuramente hanno origini più umili. Juri vuole che lei faccia da ritrattista alla cognata e da precettrice alla nipote, una bambina che ha fatto scappare tutte le precettrici precedenti perchè rifiuta di obbedire e mostra un carattere molto chiuso e arrogante, Caterina. Caterina non vuole ascoltare nemmeno Arte, che però non si arrende e alla fine si guadagna la fiducia della piccola Falier dopo aver scoperto che anche lei ha una passione che potrebbe non essere accettata dalla famiglia se la scoprissero. Arte ritrarrà anche la piccola e lei custodirà quel ritratto con molta gelosia. Infatti Arte avrà un momento di crisi di coscienza dopo che un altro artista di una bottega che ha visitato con la famiglia Falier le dice che la invidia perchè una nobile come lei ha sicuramente un’educazione più approfondita della sua.

A fine serie la ragazza torna a Firenze e completa un incarico che Leo non è riuscito a portare avanti perchè si è ammalato in maniera piuttosto grave. Arte avrà l’appoggio di Angelo e dei suoi compagni di bottega per finire in tempo il lavoro, mentre Dacia le portarà da mangiare. Quando l’affresco sarà mostrato al pubblico anche la madre di Arte si ricrederà definitivamente e si scuserà con la figlia, riconoscendo il suo talento.

Immagine promozionale dell’anime

I disegni sono una gioia per gli occhi per quanto sono belli, sia nel manga che nell’anime.

Un esempio dalle prime pagine del primo volume

Per ora c’è una sola stagione e sto cercando di recuperare tutti volumi del manga anche se la cosa va un pò a singhiozzo perchè non è facile reperirli. Spero che continueranno la serie.

Spero di avervi incuriosito con questa piccola recensione nella quale mi sono sforzata di fare meno spoiler possibili e per me è veramente faticoso quando qualcosa mi piace davvero tanto.

A presto.

Cate L. Vagni

20 pensieri su “Femminismo “forzato”? parte 2: Il manga ispirato alla storia della pittrice Artemisia Gentileschi

    • È messo volontariamente tra virgolette perché sicuramente ci sarà qualcuno che prima o poi dirà che è tutto esagerato visto che lei praticamente in ogni episodio è costretta a ribadire che le cose le può fare anche se è donna e spesso si lamenta di essere nata in una famiglia nobile mentre li sono tutti di umili origini. Succede spesso e molti lo hanno detto anche del libro che ho citato all’inizio dell’articolo e ha dato inizio alla rubrica ovvero quello sulla sorella di Mozart: anche lei si lamenta per quasi tutto il libro che prima o poi non potrà più suonare ma in realtà storicamente ci sono state un sacco di donne musiciste anche se effettivamente “dimenticate”. La rubrica nasce per riflettere proprio sul fatto che molto spesso basti un attimo per tacciare un’opera di “femminismo forzato” senza nessun motivo valido. E in questo caso i gusti c’entrano poco eh

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      • Esagerato non direi, a quel tempo le donne avevano ostacoli ovunque e venivano considerate come oggetti di appartenenza maschile, costrette a subire i peggio abusi. Avrei detto esattamente il contrario, cioè tutto sommato ovattato rispetto alla realtà dei fatti

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        • Sì ma la gente tende a stufarsi se un la personalità di un personaggio ruota intorno alle lamentele “perché è donna” e non c’è sviluppo. Come a dire che si lamenta ma allo stesso tempo subisce passivamente gli eventi e non si ribella mai davvero. In realtà non è questo il caso perché Arte si ribella praticamente fin dall’inizio e dimostra anche di avere abbastanza forza da trasportare dieci sacchi di argilla anche se poi ovviamente è stremata. Ci sono casi in cui, purtroppo, effettivamente, il personaggio si lamenta per tutto il tempo ma è fiacco anche quando dovrebbe tentare di prendere in mano la situazione. Nella recensione che ha aperto questa rubrica per esempio Nannerl si lamenta di non poter suonare ma difatti lo fa e questo, alla terza volta che lo diceva, l’ha fatta risultare pesante per i lettori. Se ti lamenti che una così per te è interdetta e poi la fai pure senza conseguenze risulta tutto falso e forzato, questo dicono diversi lettori in generale. Anche se è un fatto di periodo storico devi costruire un personaggio che si faccia valere davvero il suo punto di vista, non che semplicemente si lamenta dei limiti derivati dal suo genere di nascita ma poi resta sempre fermo al punto di partenza. Arte per fortuna sa farsi valere e alla fine è la prima che ride quando, arrivata a Venezia, si scontra con altri ragazzi di una bottega che mettono in dubbio che lei sia un’apprendista perché è donna. Era un discorso generale il mio.

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    • Comunque Francesco dice che Arte mi somiglia parecchio esteticamente e sono pure d’accordo: mi rivedo molto in lei e infatti mi piacerebbe farci il cosplay, se solo capissi come fare dato che credo che non sia molto riconoscibile senza gli strumenti da disegno e non ha senso comprarli solo per il cosplay dato che non so disegnare 🙃

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  1. Arte è una di quei manga che mi sono sempre ripromessa di recuperare e la tua recensione mi ha sicuramente incuriosita molto, ma ho troppa roba da leggere per ora, per cui attenderò momenti più tranquilli per leggerlo. ♥

    Ps: sei stata brava a trattenerti con gli spoiler, continua così! 😉

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