Oggi vi parlo di un libro letto per l’ultimo esame che ho dato ad aprile ovvero Letteratura Italiana Moderna e Contemporanea, La giornata di uno scrutatore di Italo Calvino. Ho scelto io di leggerlo perché l’ambientazione di questo romanzo ha catturato subito la mia attenzione: è ambientato all’interno dell’Ospedale Cottolengo di Torino.

Questo romanzo ha bisogno di una grande parentesi storica per essere contestualizzato: Calvino lo ha cominciato a scrivere dopo le elezioni del 1953, che si sono svolte dentro il Cottolengo e lui era un candidato nella lista del PCI. Nonostante si fosse dimesso dal partito nel 1961, nel 1963 tornò al seggio come scrutatore per rendere più realistica l’esperienza del protagonista, Amerigo Ormea.
Sono particolarmente sensibile a temi come la malattia mentale e la visione della società infatti molte descrizioni mi hanno molto colpita.
Il romanzo, ovviamente, tratta principalmente di politica e riflette sul senso di far votare i degenti dell’ospedale dato ci sono interi reparti di persone incapaci di intendere e di volere e di, conseguenza, il loro voto è delegato ad altri.
Amerigo è un gemello dello scrittore fin dal nome dato che Calvino nacque a Cuba. E’ un uomo molto legato alla razionalità e che osserva l’ambiente circostante con molta attenzione senza tralasciare alcun dettaglio. Ci sono persone deformi oltre che menomate e, appunto, fortemente debilitate da malattie mentali e, quindi, non autosufficienti e incapaci di intendere e di volere.
Ne vediamo molti, ma quello che mi ha colpito di più è un ragazzo degente della struttura che viene nutrito dal padre che gli sguscia le noci. In questo contesto Calvino riflette sull’amore associato alla necessità.
” Ecco, pensò Amerigo, così come sono, sono reciprocamente necessari.
E pensò: ecco, questo modo d’essere è l’amore
E poi: l’uomo arriva dove arriva l’amore; non ha confini se non quelli che gli diamo”
– Italo calvino, La giornata di uno scrutatore
Amerigo ha una relazione abbastanza stabile con una ragazza, Lia. Questa ragazza è quasi il suo opposto: ingenua, prende tutto alla lettera e attaccata ad argomenti che lui rifiuta e bolla come irrazionali. Difatti i due discuteranno perché la ragazza vuole parlare dell’oroscopo e per Amerigo quello non è un valido argomento di conversazione, essendo pura irrazionalità. A seguito dell’incontro sopracitato la richiamerà scoprendo che è incinta. La notizia non viene recepita nel migliore dei modi: Amerigo ha il timore che il bambino possa nascere con le stesse deformità dei degenti del Cottolengo. Quel bambino, però, può anche rappresentare una piccola speranza di rinascita in un mondo che non ne ha più.
I degenti dell’Ospedale per l’autore rappresentano “Un’Italia nascosta dalla quale ripartire”: ci troviamo in una situazione in cui la linea tra disillusione e desiderio di ricominciare non ha mai abbandonato l’autore infatti Amerigo, a fine romanzo, incontra un uomo senza mani che è simbolo di una classe operaia mutilata che Calvino indica come speranza di ripartenza.
Le descrizioni di Calvino sono vivide e realistiche anche quando si fondono con aspetti pseudo-fiabeschi: prima di assistere alla scena tra il contadino e il figlio, Amerigo incontra un ragazzo che subisce una “mutazione” quasi fiabesca. E’ un ragazzo deforme che prima viene descritto come una pianta e poi come un pesce.
Parlare di un autore come Italo Calvino, pilastro della nostra letteratura, non è facile. In ogni caso si riconferma un grande autore. Sto iniziando a valutare l’idea di analizzare anche Se una notte d’inverno un viaggiatore e Il sentiero dei nidi di ragno anche se non sono più letture così recenti.
Spero che questa breve analisi vi abbia dato spunti e invogliato a leggere il romanzo,
Cate L. Vagni
Apprezzo molto Calvino e ho letto molti suoi libri, questo devo ammettere di non averlo mai incontrato, ma lo leggerò volentieri
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Da quando ho letto Il sentiero dei nidi di ragno è diventato uno dei miei autori preferiti. Penso che con il tempo leggerò anche gli altri 😉
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Bellissimo! Ho trovato geniale anche “Se una notte d’inverno un viaggiatore”, forse unico nel suo genere 🙂
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Concordo. È uno dei miei libri preferiti ☺️
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Questo libro, grazie alla tua recensione, mi attira, proprio per l’argomento. Ho appena scaricato sul kindle il sentiero dei nidi di ragno, lo inizierò a breve. Per quanto riguarda l’altro libro “se una notte d’inverno…”, invece, lo presi in prestito in biblioteca, ma non mi piacque, arrivats neanche a metà lo restituii.
Grazie, Caterina
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Mi fa piacere 😘
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Quindi a livello storico, al momento delle votazioni, c’erano dei funzionari dei vari partiti, che andavano nelle case di cura e facevano votare tutti i caregiver?
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A Torino sì, nel resto d’Italia non lo so ma può darsi che accadesse un po’ ovunque
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Eccomi, non mi sono dimenticata!
Articolo molto interessante, sei riuscita a cogliere tantissimi aspetti che fanno riflettere e su cui non mi ero davvero soffermata.
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Sì questo romanzo mi.ha colpito molto, ma quello che mi ha fatto appassionare a Calvino è “Se una notte d’inverno un viaggiatore” per la sua struttura. Ho recensito anche Il Barone Rampante. Almeno questo era a scelta tra i testi studiati a lezione, per quello della triennale fu un supplizio leggere Le Ultime Lettere di Jacopo Ortis. Quasi peggio che studiare Werther in lingua originale alle superiori.
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