Lo strano caso del Dr Jekyll e Mr Hyde di Stevenson e il Disturbo Dissociativo d’Identità

Anche questo libro era nella pila di romanzi acquistati di mia sponte in lingua originale durante le superiori, perciò mi scuso in anticipo per la bruttezza della copertina.

R. L. Stevenson, The strange case of Dr Jekyll and Mr Hyed, Black Cat

Questo romanzo è stato scritto durante il periodo vittoriano, quindi i doppi standard morali del periodo influenzarono molto la visione dell’autore e la divisione così netta tra le due personalità presentate nel romanzo.

C’è, però, un’analisi che ci tengo a condividere e ho sempre pensato fin dalle superiori, infatti sul mio manuale di letteratura inglese delle superiori era riportata come una conseguenza del successo del romanzo: Henry Jekyll ed Edward Hyde come le due facce di un Disturbo Dissociativo dell’Identità, prima definito Disturbo di Personalità Multipla.

Questo è uno dei disturbi più inflazionati nella storia dell’intrattenimento e spesso rappresentato in maniera assai fuorviante, come lamentano le persone alle quali il disturbo è stato effettivamente diagnosticato e sono piuttosto deluse dal fatto di vedersi sempre dipinte come soggetti che hanno una personalità “socialmente accettata” e una “criminale”.

In Inazuma Eleven c’è un personaggio che sviluppa questo disturbo a seguito della morte di tutta la sua famiglia per un incidente d’auto: Shawn Frost, ragazzo gentile, calmo e silenzioso che, inizialmente, gioca per la Alpine e usa attacchi basati sul ghiaccio. Questo ragazzo ha come “seconda personalità” quella del gemello tragicamente scomparso, Aiden, molto scontroso e arrogante. Shawn avrà un momento di crisi molto forte perchè il gemello diventa sempre più ingombrante e lui si sente perso, alla fine trova un equilibrio interiore e riesce a continuare ad allenarsi con tranquillità. Forse la sua è una rappresentazione del DDI leggermente migliore rispetto alle altre.

Shawn in conflitto con il gemello – l’occhio rosso è di Aiden –

Henry Jekyll, il cui cognome è, tra l’altro, l’unione di due parole – Je che in francese significa “io” e Kyll, modifica grafica del verbo to kill, uccidere, quindi “Io uccido” – è uno stimato scienziato che studia anche psicologia e ha creato una pozione per trasformarsi durante la notte e fare tutto quello che durante il giorno lederebbe alla sua reputazione. La pozione lo trasforma in un uomo misterioso del quale nessuno riesce a dare una descrizione fisica precisa: la sola caratteristica che tutti forniscono è che si tratta di un uomo basso ed esteticamente ripugnante per le sue fattezze quasi animalesche. Il suo nome è Edward Hyde – altro nome derivato dalla modifica grafica di un verbo, questa volta è To hide, nascondere e, quando compare lui, il dottore sembra sparire. Hyde compie diversi omicidi e quindi si inizia a indagare, la vicenda è narrata dall’avvocato Utterson che sta lavorando al caso per l’eredità del suo amico dottore, ormai scomparso. La sola persona che sa Jekyll e Hyde sono in realtà la stessa persona è Poole, il domestico che portava la pozione al dottore per tornare in sè. La pozione, a un certo punto, comincia a fare sempre meno effetto perchè Hyde non vuole più essere represso e cerca di prendere il sopravvento sul dottore, che non vuole soccombere ma non riesce più a gestirlo. Hyde è un assassino, un fuorilegge, quindi se la sua identità venisse svelata la reputazione del dottore sarebbe irreversibilmente rovinata. Jekyll decide di suicidarsi, perchè è la sola soluzione possibile. Jekyll racconta tutto nel suo diario, che Utterson ritrova durante le ricerche.

Per l’appunto, l’analisi psicologica è fondamentale in questo romanzo, infatti le due personalità del dottore sono state riprese anche da Freud: Hyde è l’Inconscio di tutti noi, quello che non possiamo controllare perchè non è detto che sia possibile individuarla e gestirla. Potrebbe essere violenta e animalesca, proprio come questo personaggio, proprio perchè nasce da tutte le pulsioni e i desideri che reprimiamo per imposizioni sociali e familiari.

Un romanzo brevissimo ma assai d’impatto sia nelle cultura di massa che nella medicina, soprattutto nella psicanalisi e nella psichiatria. Il Disturbo Dissociativo è molto complesso e pensare che un trauma porti a sviluppare un vero e proprio sistema dove la persona alla quale appartiene il corpo si ritrova ad aver bisogno di altre personalità altrettanto strutturate per proteggersi è di per sé veramente terribile e doloroso da immaginare. La maggioranza delle rappresentazioni mediatiche sono alquanto semplicistiche e fuorvianti, lo dicono le stesse persone che hanno questo disturbo.

Spero che la mia riflessione vi abbia incuriosito, se avete letto il romanzo fatemi sapere se avete pensato anche voi a questa analisi e, se non l’avete letto, potete dire la vostra in ogni caso.

A presto,

Cate Lucinda Vagni

20 pensieri su “Lo strano caso del Dr Jekyll e Mr Hyde di Stevenson e il Disturbo Dissociativo d’Identità

  1. La copertina più che brutta è proprio criptica: cosa rappresenterebbe? 😂
    Mi è piaciuta molto la tua introduzione, dove spieghi che il periodo storico ha inciso molto sul dualismo della storia (introduzione molto funzionale e doverosa) 😉
    Concordo con te che, come per ogni rappresentazione diventata mainstream, anche questa tipologia di disturbo della personalità sia stata trasposta in maniera alterata. Sarei curiosa di sapere nel dettaglio, cosa lamentano le persone che la vera diagnosi l’hanno ottenuta?

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    • Infatti la copertina resterà un vero mistero xD
      Le persone diagnosticate con il DID lamentano che la rappresentazione mediatica a loro riservata sia troppo estremizzata perché i sistemi che si creano con questo disturbo servono per preservare il corpo ospitante che non ha determinate capacità per via dei traumi subiti. Essere rappresentati come persone così nettamente divise non fa capire cosa veramente provano. Ho trovato un canale americano gestito da uno psicologo e un produttore cinematografico che hanno analizzato Split e lo psicologo ha affermato che quella è la peggior rappresentazione del DID mai fatta e non è giusto che i film li dipingano tutti come persone che nascondono un lato assassino così pericoloso. È deumanizzante. Spesso le persone che compongono il sistema dialogano tra loro come succede al personaggio di Inazuma Eleven anche se una guarigione totale non è quasi mai possibile, è sempre meglio spingere le parti a dialogare e bilanciarsi che cercare di “cancellare” il disturbo anche perché è profondamente radicato nella persona per un motivo purtroppo

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      • Se parli di Cinema Therapy su Youtube, ci credo che anch’io ho guardato alcuni loro video! Capisco perfettamente: non è detto che per forza tra una delle multiple personalità debba celarsi un serial killer, ma possono essere personalità diverse, che comunque possono comportarsi in maniera civile, ho capito bene? E la psicoterapia serve a far andare d’accordo le varie personalità, non ad annichilirle, giusto?

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        • Sì è proprio Cinema Therapy 🤩 allora ricordavo bene: me lo avevi indicato tu quel canale con un video su Twilight mi sa xD sì esatto, sono persone a sé e nel sistema ci possono essere anche bambini per compensare il fatto che la persona non abbia avuto un’infanzia. Sì, serve a farle dialogare e a mettere al sicuro il corpo dalle personalità più violente che comunque potrebbero esistere perché da quello che ho capito purtroppo nel corpo esistono anche i “persecutori” che perpetuano l’abuso sulla mente della persona e sono molto pericolosi. La persona quasi mai è consapevole dei cambi tra le varie personalità, nei film sono solo due e una si manifesta quasi esclusivamente se la persona prova emozioni violente che la rendono pericolosa per la società. Per questo una divisione così netta è irrealistica: le personalità non lo sono quasi mai e si alternano effettivamente se ci sono situazioni di forte stress ma solo per regolare la personalità frammentata del corpo. È una situazione molto delicata e complessa e purtroppo molti film la banalizzano. Non dico che sia colpa di un libro che parlava di tutt’altro ma di base questa idea distorta del DID si è sviluppata da lì.

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  2. Su Dottor Jekyll e Mr Hyde hanno scritto interi saggi che parlavano di disturbo della personalità. Ogni qual volta che si parlava di questo argomento, si faceva anche riferimenti al libro. Onestamente trovo interessante iniziare da un libro così famoso anche per chi non l’ha mai letto e usarlo come trampolino da lancio per parlare di un argomento delicato e approfondirlo in maniera giusta e veritiera. Ottimo lavoro!

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    • Grazie. Ci tenevo molto a farlo perché comunque la sensibilizzazione è alle base del mio blog e mi informo sempre nella maniera più approfondita possibile cercando fonti attendibili. Ci ho riflettuto molto prima di scriverlo. È senza dubbio un romanzo psicologico ma forse un’interpretazione così profonda vs un po’ troppo oltre le vere intenzioni dell’autore. Anche perché, appunto, poi le rappresentazioni si sono fossilizzate tutte sul solito stereotipo e non giovano a chi ha davvero questo disturbo.

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      • Bisogna anche contare il tempo in cui il romanzo fu scritto e anche il genere di appartenenza. Comunque io apprezzo molto articoli e opere di sensibilizzazione. Purtroppo in giro vedo molta disinformazione e la televisione non manda in onda persone affidabili o con le giuste qualifiche, quindi mi fa piacere vedere almeno qui che ne parla con lo scopo di informare realmente.

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        • Certo, anche nella recensione ho detto che il periodo storico è fondamentale per contestualizzare l’opera. Le persone con il DID si sono abbastanza lamentate di Split da quello che so, che è uno dei peggiori in quanto a rappresentazione a loro dire. Shawn è uno dei pochi personaggi che resta sempre un ragazzino come tanti a cui piace il calcio anche se il fratello è più arrogante di lui. Prima o poi anche la loro rappresentazione cambierà, lo spero tanto per loro

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    • Sì, anche sul mio libro di letteratura inglese delle superiori, oltre a descrivere il romanzo in sè, c’era una piccola parentesi su Freud, psicanalisi e tutto ciò che è collegato a questo argomento. A me la psicologia ha sempre affascinato molto. Di copertine penso che possano essercene pure di peggio di questa, come per esempio quelle della Wordsworth Classics o quelle dei classici pubblicati dalla Newton Compton. Quelle della Newton Compton hanno semplicemente l’autore “ritratto” in copertina in un modo quasi caricaturale. Secondo me questa è così anonima perché teoricamente è un’edizione adatta alla scuola, infatti mi sa che tecnicamente aveva il CD annesso. Non si sono impegnati molto nella realizzazione perché non era quello che importava.

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