I sottogeneri del fantasy

Anche se in questo periodo sono impegnata con il tirocinio – che durerà un mese – e la tesi magistrale per potermi laureare a dicembre, non mi sono certo dimenticata del blog. Magari più in là vi parlerò meglio di come si sta svolgendo il mio primo tirocinio in biblioteca e di cosa faccio nello specifico oltre che spiegare come ho strutturato la mia tesi sulla letteratura per ragazzi.

Nell’articolo di oggi voglio approfondire un tema già introdotto quasi un anno fa, ovvero il fantasy: nel primo ho raccontato la storia del genere accostandolo alla fantascienza, al gotico e altri, oggi parlerò dei sottogeneri. Sarà un tema ricorrente che voglio trattare sotto più punti di vista – uno fra tutti riguarderà una riflessione sui pregiudizi legati a questo genere. Ho scoperto aspetti molto interessanti che mi hanno anche lasciata perplessa ma ne riparleremo. –

Epic Fantasy o High Fantasy;

Questo genere è stato, ovviamente, reso celebre da Tolkien e Lewis – autore de Le Cronache di Narnia – . I due scrittori erano amici e hanno creato il circolo letterario Inklings.

J. R. R Tolkien, Il signore degli Anelli, 1940

L’eroe protagonista di questa storia non ha poteri e si ritrova a combattere il male seguendo i consigli di un mentore. Il confine tra bene e male è netto e l’ambientazione può essere sia parallelo al nostro che inventato del tutto ma descritta nei minimi particolari.

Fantasy Eroico o Sword and Sorcery

Questo sottogenere nasce nel 1961, su definizione della rivista Ancalagon di Fritz Leiber e collegato a Conan il Barbaro di Robert Erwin Howard.

Locandina del film di Conan il Barbaro

Questo eroe, a differenza del precedente, è dotato di poteri ed è piuttosto forte e sono storie dense di azione e dal ritmo veloce.

Fantasy umoristico o Light Fantasy

Il linguaggio utilizzato è, appunto, umoristico e parodico dello stesso genere fantasy.

La versione disneyana de La spada nella roccia scritta da T. H. White nel 1938 ne è un esempio lampante. Terry Pratchett con la sua serie de Il Mondo Disco è un esempio più moderno di questo sottogenere.

Terry Pratchett, A discoworld novel. Interesting Times, 1994

Esiste poi una macrocategoria che include altri due sottogeneri ovvero il Dark Fantasy con i sottogeneri Urban e Contemporaneo.

Nel Dark Fantasy la linea tra bene e male è così sfumata da non esistere quasi per niente ed è assai cupo e violento. I protagonisti possono essere definiti antieroi e le scene di combattimenti sono assai crude e realistiche e ci possono essere elementi horror. Lovercraft è l’iniziatore di questo genere.

Urban Fantasy

Genere nato negli Anni Venti ma reso celebre dagli Anni Ottanta. L’ambientazione principale è la metropoli ma anche le fogne o la metropolitana senza limiti di tempo. A volte il mondo magico è parallelo a quello “comune” e, se i personaggi magici si devono nascondere come succede in Shadowshunters, il mondo magico è chiuso.

Fantasy Contemporaneo

In questo caso la differenza la fa proprio l’ambientazione: deve essere moderna e unire magia e scienza tanto che la tecnologia terrestre viene superata.

Saghe famose di questo sottogenere sono Harry Potter e Percy Jackson.

Questo genere ha come sottocategoria connessa il Paranormal Romance del quale fa parte Twilight.

Su Lega Nerd, blog dal quale ho preso le informazioni, trovate anche tanti altri sottogeneri. Io ho riportato solo quelli che mi interessavano maggiormente anche per le recensioni.

Spero che questa breve analisi vi abbia incuriosito,

Cate L. Vagni

29 pensieri su “I sottogeneri del fantasy

  1. Come ben sai, non sono una grande amante del fantasy, ma adesso che ho letto e scoperto tutte queste categorie diciamo che forse qualcosa in futuro potrei anche rivalutare. Ho adorato la saga di Twilight, pertanto credo che il Paranormal Romance potrebbe essere il mio sottogenere fantasy preferito. Credo che apprezzerei comunque anche un sottogenere come l’Urban Fantasy (avrai capito che comunque per farmi apprezzare questo genere ci deve essere qualcosa di reale, a cui aggrapparmi durante la lettura), mentre mi spaventa il Dark Fantasy. La mia paura non è solo nel vedere le scene più violente, ma perché essendo il bene ed il male così sfumato ed essendo i lettori prevalentemente giovani, si possano andare ad incentivare quelle dinamiche tossiche, che a quanto pare stanno sempre più prendendo piede nella realtà.
    Qual è il tuo sottogenere preferito? Credi che approfondirai anche gli altri generi?
    P.S: ottima idea quella di parlare del tuo tirocinio in uno dei tuoi prossimi articoli.

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    • Se ben caratterizzati non sono pericolosi perché l’autore riesce a farti capire che non vanno giustificati in ogni momento soprattutto se sono criminali. Gli antieroi piacciono ma nella maggior parte dei casi si capisce che non sono da prendere come esempio. Di quelli presentati nell’articolo quasi tutti tranne Epico e Dark. Non sonde approfondirò i generi che mancano. Ho dato la priorità a questi perchè mi piacciono di più. Beh sì, devo capire come ma penso proprio che parlerò anche qui del tirocinio 😁

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      • Menomale, pensavo che causassero danni come serie più recenti come After o film come 365 giorni! Se passa forte e chiaro il messaggio che gli antagonisti non sono da prendere d’esempio, per quanto possiano essere molto più profondi (e approfonditi), ma anche più attraenti del protagonista, allora va bene.

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        • Antieroe non è sinonimo di antagonista. L’antieroe è un personaggio che ha una modalità dubbia e “grigia” quindi ovviamente non lo puoi giustificare a prescindere. Anche un protagonista può essere l’antieroe della sua storia. I casi che hai citato tu sono lontanissimi Ds questo concetto anche perché in quel caso sono purtroppo le stesse autrici che giustificano sempre quei personaggi anche se non lo meritano.

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