Di personaggi grigi ed enemies to lovers ( Sei di Corvi di Leigh Bardugo, GrishaVerse #4)

Dopo la recensione della Grisha Trilogy ( Tenebre e Ossa, Assedio e Tempesta e Rovina e Ascesa ) finalmente è arrivato il momento di parlare della dilogia di Sei di Corvi, partendo, ovviamente, dal romanzo che apre la serie, per l’appunto, Sei di Corvi.

Leigh Bardugo, Sei di corvi, Mondadori, 2019

Un piccolo appunto preliminare: come avevo scritto nella recensione al primo volume della Grisha Trilogy, la saga originale in Italia è arrivata dieci anni dopo in versione integrale MA la Mondadori ha deciso di tradurre prima la dilogia della trilogia quindi molti lettori non hanno ben capito il sistema magico del GrishaVerse. Io le definirei “Bizzarrie all’italiana”, che dite?

Altra riflessione preliminare fondamentale riguarda il target di riferimento della dilogia: è venduto come YA esattamente come la trilogia, ma come vedremo durante la recensione sarebbe più corretto spostarlo nella categoria successiva, ovvero New Adult, per le tematiche trattate e lo stile usato, che è effettivamente più maturo di quello della prima saga. Un problema simile l’ho riscontrato anche con Gideon La Nona, in cui la protagonista ha diciotto anni quindi siamo proprio al limite tra YA e NA.

Se la trilogia è ambientata a Ravka, che richiama una Russia zarista, la dilogia inizia a Ketterdam, cittadina che richiama una Amsterdam seicentesca ma anche altre città come Las Vegas.

Mappa di Ketterdam.

Anche in questo caso mi è piaciuta molto l’idea di trarre ispirazione da un luogo reale per renderlo “fantasy”.

Il clichè letterario alla base della dilogia è quello del personaggio grigio dato che i sei protagonisti sono un gruppo di giovani criminali che si riuniscono al Club dei Corvi, nel Barile, ovvero la zona malfamata di Ketterdam.

Il capobanda è Kaz Brekker aka Manisporche, giovane criminale spietato di diciassette anni. Questo ragazzo è adorato da tutto il fandom ma, sinceramente, io ho preferito la controparte della serie tv che tutti hanno trovato meno efficace rispetto al ragazzo spietato del romanzo. Qui c’è già un primo elemento che mi è risultato disturbante: Kaz ha acquistato una ragazza di nome Ineji dal Serraglio, ovvero il bordello della città. Di conseguenza Inej è una prostituta minorenne che ha perso l’intera famiglia. A me, a dirla tutta, lei ha fatto molto tenerezza dall’inizio alla fine non riesco a vedere del romanticismo nella loro relazione proprio perchè è stata acquistata.

Ineji è un’acrobata abilissima che diverrà la spia della squadra e Kaz ribattezza Spettro per la sua abilità a saltare sui tetti senza farsi notare da nessuno.

Il terzo membro del gruppo è Jesper, il tiratore scelto. Un ragazzo dalla battuta pronta e la dipendenza dal gioco d’azzardo che si è unito a Kaz per scelte sbagliate una volta arrivato a Ketterdam. E’ uno dei due personaggi bisessuali della dilogia. Sarò impopolare, ma ho preferito lui a Kaz.

Si aggiunge Wylan VanEck, ragazzo che in realtà è nato in una famiglia benestante ma per motivi che non vi svelo se n’è andato e diventa l’esplosivista del gruppo, essendo abile con i calcoli matematici. Si legherà soprattutto a Jesper.

Per gli altri due membri del gruppo c’è da aprire una parentesi a parte su un secondo clichè, ovvero l’Enemies to Lovers: Nina Zenik e Matthias Helvar si conoscevano da prima dell’inizio della storia. In effetti, la serie Netflix spoilera tutto l’antefatto della loro relazione praticamente per filo e per segno: Nina è una Grisha Corporalki, nello specifico una Spaccacuore, ovvero può manipolare il battito cardiaco degli altri fino a fargli letteralmente esplodere il cuore nel petto, Matthias è un druskelle, ovvero un cacciatore di streghe\Grisha di Fjerda che stava portando Nina al processo. La dinamica degli Enemies to Lovers è basata sul superare pregiudizi iniziali sviluppati con ideali spesso malsani e violenti come in questo caso: Matthias si rende conto di essere complice di assassinii di persone che hanno la sola “colpa” di essere sè stesse e avere la magia dalla loro parte, sarà Nina a farglielo capire.

Potrebbe sembrare una dinamica piuttosto banale, dopotutto è abbastanza normale avere pregiudizi e antipatie verso qualcuno che poi vengono superati per far nascere un rapporto di amicizia e\o amore ma il problema è che spesso nei libri per ragazzi è una relazione velocizzata al massimo che sembra campata per aria e potrebbe, purtroppo, veicolare messaggi sbagliati. Non è infrequente, per esempio, che i protagonisti di questa dinamica siano una ragazza vittima di bullismo e colui che la prende di mira tutto il giorno spesso picchiandola e stalkerandola, venendo poi perdonato nel giro di mezzo capitolo solo perchè si innamora di lei e ha un passato tragico alle spalle. Questa riflessione, probabilmente, merita un articolo a parte perchè ci sono diversi temi da non sottovalutare che vanno esaminati con attenzione in questo genere di coppie.

La relazione tra Nina e Matthias è, invece, molto realistica e ben costruita visto che devono ripartire da zero ma si capisce bene che sono legati da sentimenti sinceri. Nina è il secondo personaggio bisessuale della dilogia, oltre che essere descritta come curvy.

Si parla di personaggi grigi proprio perchè ci troviamo davanti a un gruppo di criminali che deve recuperare dal carcere di Fjerda un uomo che produce la Jurda parem, una potentissima droga che stimola il potere dei Grisha rendendoli effettivamente armi da guerra che uccidono la gente comune. L’autrice racconta la storia di ognuno dei protagonisti, non con l’intenzione di giustificarli – anche perchè Kaz è il primo tra tutti a non esserlo nella maniera più assoluta dato che è un’assassino calcolatore e senza scrupoli – ma per farti comprendere le loro ragioni. Un altro concetto da non sottovalutare al quale spesso non si fa caso è proprio la differenza tra comprendere e giustificare: un personaggio dalla moralità grigia può essere compreso, ma quasi mai va giustificato per le sue azioni. Anche per questo il trend di voler per forza dare una storyline tragica al villain di turno mi fa sempre storcere il naso: ci sono casi in cui non ha proprio senso farlo proprio perchè l’antagonista ha evidentemente in testa un piano omicida di sterminio che non è scusabile in alcun modo attraverso la sua sofferenza ( sì, secondo me vale pure per l’Oscuro della Grisha Trilogy anche se tutte le lettrici lo adorano, l’ho scritto anche nella recensione al terzo e ultimo volume della trilogia.)

Leggerò prossimamente Il regno corrotto, secondo volume della dilogia. Spero che questa recensione possa dare spunti per dibattiti nel commenti,

A presto,

Cate L. Vagni

9 pensieri su “Di personaggi grigi ed enemies to lovers ( Sei di Corvi di Leigh Bardugo, GrishaVerse #4)

  1. non ho letto il libro quindi rifletto sulla tua recensione 🙂

    “essere descritta come curvy.”
    termine generico, curvy è bodypositive per dire grassa ma anche tettona o formosa; boh, e com’è il carattere? di solito le curvy sono sempre gentili e disponibili in letteratura^^

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    • Certo, il carattere di Nina va oltre l’essere bisessuale e curvy ma diciamo che a livello di rappresentazione è stata importante per tante persone con quel tipo di fisico che solitamente sono descritte come hai detto tu se vengono anche prese di mira. Nina è forte per quello che ha vissuto anche con Matthias e se serve cerca di curare gli altri perché la sua categoria Grisha comprende anche i Guaritori e lei ha imparato anche quello per aiutare il gruppo. È forte e combattiva e tiene la testa alta ma allo stesso tempo, appunto, si offre sempre di aiutare il resto della squadra in caso di bisogno. È un personaggio a tutto tondo che ovviamente va oltre quelle due caratteristiche elencate 😉

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  2. Sono perfettamente d’accordo con la tua disamina.
    Mi piacerebbe molto che tu scrivessi un articolo a parte sui grigi, che è una definizione che, personalmente, non conoscevo.
    Un altro articolo più che utile ed informativo potrebbe essere quello appunto sugli Enemies to Lovers, personaggi (sempre toxic) dei quali la letteratura YA e NA pullula, che mandano un messaggio pessimo e romanticizzato di dinamiche sentimentali deleterie e pericolose.

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  3. Cavolo, che bella recensione… Complimenti! Hai analizzato tutto alla perfezione, dai personaggi alla trama e sono d’accordo sul fatto che dovrebbe far parte della categoria new adult sia per il linguaggio che per i temi affrontati. Inoltre, mi hai messo una voglia matta di guardare la serie TV.. non ho ancora avuto tempo per farlo e nemmeno ricordavo fosse uscita!🤭😊
    Elena

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