Riflessione sulla letteratura fantasy: è ancora possibile essere originali?

Questo articolo presenta una riflessione che volevo portarvi da un pò qui sul blog essendo uno dei miei generi preferiti e ho pure scritto un fantasy che prima o poi vorrei pubblicare.

Partendo dal presupposto che ogni genere letterario ha i suoi clichè di riferimento: nel fantasy, per esempio, può essere il protagonista prescelto con poteri fortissimi che deve salvare il mondo dalla distruzione.

Per quello che riguarda l’aspetto magico, ci possiamo trovare davanti o a maghi in stile Harry Potter o a persone con poteri magici legati alla psicocinesi – che parte dalla semplice telecinesi fino a evolversi in manipolazione su macroscala di controllo e manipolazione di acqua, aria, terra, metalli, levitazione e deformazione di oggetti o su microscala ovvero manipolazione delle vibrazioni atomiche e dei livelli energetici e delle particelle elementali con fuoco, elettricità, luce, freddo e magnetismo.-, telepatia, cronocinesi, ovvero controllo del tempo e possibilità di viaggiare nello stesso , biocinesi e altri , l’invisibilità e il teletrasporto e così via –1. Possono essere presenti o meno anche creature magiche varie come draghi, elfi e altro.

Questa elucubrazione nasce dal fatto che ho recentemente finito la stesura di un fantasy che avevo in testa da anni ed è basato sulla filosofia presocratica. quindi riprende idrocinesi, geocinesi, aerocinesi, pirocinesi, elettrocinesi e criocinesi – anche se in questo è controllo e manipolazione del ghiaccio più che del freddo, come vorrebbe la definizione riportata sopra. – ma anche una versione alternativa della cronocinesi ispirata all’Eterno Ritorno Nietzschiano, essendo un filosofo al quale sono molto legata.

Di recente ho concluso la lettura del romanzo di esordio di Zac D’Aleo, Tales of Lights and Shadows – L’amuleto, che recensirò a breve e in parte l’articolo è nato anche da questo dato che anche i suoi protagonisti controllano gli elementi. Anche su Wattpad ho trovato e sto leggendo una saga con personaggi con questo tipo di capacità. A proposito di Wattpad, credo che un giorno sarà opportuno aprire una rubrica dedicata alle storie valide che si trovano sulla piattaforma dato che è tristemente nota solo per quelle storie con messaggi e relazioni sentimentali altamente discutibili e al limite della tossicità. Avevo presentato la piattaforma anche in uno dei primi articoli del blog.

Tornando al tema dell’articolo, Il mio è un urban fantasy mentre quello di Zac sarebbe un high fantasy quindi in realtà l’unica somiglianza sta nel tipo di capacità possedute dai personaggi principali.

La vera domanda quindi è: come creare qualcosa di originale partendo dalla stessa base? E’ ancora possibile farlo pur partendo da poteri magari già visti e conosciuti?

In questo caso l’originalità può derivare da come viene intesa l’origine di questa capacità di manipolare gli elementi e del percorso che i protagonisti devono fare per imparare a domarli: per esempio, chi ha come elemento il fuoco è quasi sempre molto impulsivo e più portato all’azione che alla riflessione. Il mio personaggio che controlla questo elemento effettivamente parte da questa base e gioca molto sul fatto di saper generare fiamme in modo controllato ma “esplosivo”, però poi ha un percorso specifico di maturazione che lo porta a trovare un’alternativa meno pericolosa per chi gli sta intorno quando deve risvegliarlo.

La spiegazione della genesi degli elementi, nel mio caso, è proprio la filosofia anche se sembra un pò assurdo. Ho cercato di riadattare gli archè dei presocratici al fantasy perchè l’idea è nata proprio in terza superiore quando mi sono appassionata alla filosofia. Si è evoluta negli anni come me negli anni aggiungendo, per l’appunto, il riferimento alla filosofia nietzschiana e la riflessione sull’uso etico di elementi e poteri – sembra una suddivisione strana ma nel mio libro sono effettivamente due concetti ben distinti e separati per un motivo specifico – oltre all’aggiunta di altri temi delicati e vari tipi di rappresentazione che mi sembrava importante inserire sempre in un’ottica di sensibilizzazione visto che categorie ancora ampiamente marginalizzate e incomprese.

Magari, se vi ho incuriosito, proverò a parlavi più nello specifico della trama del mio romanzo. Lo stesso vale anche per il primo che ho scritto che però è un contemporary young adult in cui si parla di autismo.

Ditemi la vostra, attendo i commenti,

Cate L. Vagni

1 Per le categorie della psicocinesi e la sua definizione lascio il link wiki.

14 pensieri su “Riflessione sulla letteratura fantasy: è ancora possibile essere originali?

  1. Quoto completamente la tua idea di realizzare una rubrica dedicata alle storie valide, che si trovano su WattPad, direi che oltre che necessaria è anche urgente a livello sociale!
    Un’altra idea… perché non dedicare vari articoli alla descrizione più precisa di tutti i tipi di potere nei fantasy? Io stessa nel leggerli sto facendo molta fatica a decifrarli! Sarebbe una spiegazione molto utile per chi non è del mestiere e neanche fan!
    p.s: effettivamente il tuo romanzo, che ho letto solo parzialmente, ma del quale parliamo da mesi, è molto incentrato su un uso etico dell’elemento e questa è una a mio avviso una rappresentazione non solo giusta, ma anche descritta molto bene!

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    • Lo farò sicuramente visto che ho in testa questa rubrica da quando ho aperto il blog ma ovviamente si perde tra le altre mille idee.
      La spiegazione sui tipi di potere è ripresa da Wikipedia e in realtà non saprei come approfondirla perché sono parole che nemmeno io conoscevo fino a poco tempo fa pur essendo amante del fantasy. Non avevo mai sentito parlare di psicocinesi.
      E comunque ora pure io ho i maghi oltretutto, si sperimenta sempre. Non so quale sarà il risultato di tutto questo e come ne uscirò dopo tutte le ricerche che dovrò fare ma non si molla 😎 io vado molto fiera della mia idea di Elementali vivi e senzienti che possono abbandonare il proprio prescelto per farlo ragionare così come anche il Tempo stesso è senziente tra l’altro. Magari per qualcuno potrà essere un limite pensare a un’etica quando hai tra le mani questi poteri ma effettivamente anche in Harry Potter per esempio si parla di etica e di scelte. Nei fantasy alla fine è un tema comune e, pure in questo caso, dipende come lo declini

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      • Un breviario dei poteri (magari molto semplificato) potrebbe essere davvero utile!
        Devi essere davvero fiera: ritengo che aver sperimentato per la prima volta in un romanzo la stesura di vari potere senzienti è davvero la novità più importante (anche se ce ne sono tante altre di novità) che spiccherà davvero su tutte.
        Certo, il discorso sull’etica non è di certo nuovo, infatti c’è in vecchio motto “Da grandi poteri derivano grandi responsabilità”, ma tu sei riuscita a dare una sfumatura del tutto nuova all’applicazione dell’etica sugli elementi!

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        • Beh sì, considerando che io ero convinta che acqua (e ghiaccio), aria, terra e fuoco (ed elettricità che comunque è un caso apparte) fossero tutti nella stessa categoria in quanto elementi, scoprire che sono categorie separate mi ha lasciato un po’ perplessa lì per lì ma forse adesso mi sono più o meno data una spiegazione logica s questa divisione che posso provare a darti in privato xD sarebbe complicato per un articolo ma il discorso è che o si parla di magia “pura” con incantesimi vari alla Harry Potter o appunto di manipolazione e alterazione di vari aspetti della realtà diciamo. Non sono veri incantesimi ma controllo della natura o altro. Solo che non so come spiegarlo perché non ho capito bene tutte queste sfumature dato che non sapevo neanche che esistessero xD
          Vediamo, devo ancora darmi una mossa con tutto. Chissà cosa succederà quando mi deciderò a rendere pubblica questa storia che vive dentro di me da anni e finalmente è completa. E vale anche per il primo e quello appena iniziato, ovviamente, ma ogni cosa a suo tempo 😊

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  2. Ho l’impressione che con il fantasy ci si concentri molto sull’originalità dell’elemento fantastico, come se questo fosse il fine del genere, mentre secondo me l’elemento fantastico dovrebbe essere il mezzo per raccontare una storia. Da lettrice non intendo lamentarmi se l’elemento fantastico è innovativo, ma se è solo quello e non è sorretto da una buona storia, resta solo una buona idea sprecata.

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    • Guarda sono pienamente d’accordo con te sia come lettrice che come aspirante scrittrice. Io ho lavorato molto anche sulla caratterizzazione dei vari personaggi che comunque non sono pochi oltre che sull’elemento fantastico alla base che viene spiegato solo a metà libro tra l’altro. È un azzardo puntare tutto sull’originalità se poi purtroppo la storia non ha basi abbastanza solide e comunque ha criticità interne più o meno grandi. Forse la chiave è proprio quella di trovare il giusto bilanciamento tra le due cose per non buttare via un’idea con del potenziale.

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  3. di fantasy me ne intendo poco, anzi, niente. Ma sono convinto che in tutta la letteratura ogni cosa sia già stata scritta, raccontata. Lo diceva anche Mario Rigoni Stern, riportando la presentazione che fece Elio Vittorini del suo Sergente nella Neve, definito una piccola Anabasi dialettale.
    Lo sostiene anche Bernardo Atxaca: “tutti i bei racconti sono già stati scritti, e se non sono stati scritti, vuol dire che non erano belli”.
    In altre parole, nella letteratura, nella musica, nell’arte in genere, tutto è già stato raccontato. Quello che rende unica ogni nuova proposta è lo stile. E ogni scrittore dovrebbe perfezionarsi e dedicarsi a sviluppare il suo.

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  4. In generale, e non solo nel fantasy, essere originali potrebbe non servire a molto. La storia deve accattivare ed essere scritta bene a mio avviso. In 3000 anni che gli umani scrivono e chissà da quanto raccontano, a meno di non rischiare di dire sciocchezze, meglio qualcosa di non originale del tutto, ma scritto bene.

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    • Sì sono abbastanza d’accordo ma il problema è che, a volte, basta poco ed essere accusati di plagio se sei un esordiente e prendi ispirazione da vari autori già affermati. Per esempio a me dà abbastanza fastidio che OGNI fantasy che esce venga paragonato a Harry Potter perché secondo me è fuorviante. Anche se si parla di maghi o comunque cose simili non è giusto. Per esempio avevo letto un fantasy che parlava di folklore nigeriano tempo fa e anche quei personaggi, che per quella cultura sono maji, erano paragonati ai maghi e sulla quarta di copertina c’era scritto “Il nuovo Harry Potter”. Mah

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      • Mmm … i paragoni ci sono sempre, l’evento Henry Potter (di cui si parla da 20 anni e più) ha rinnovato i termini, quindi per la stampa generalista e per il pubblico generico, è un fatto confrontarsi sempre con questo.
        Riguardo il plagio, vabe’ lì si va verso un diverso tipo di “non originalità”, per non originalità, per fare un esempio, c’è l’usare le razze fantasy che da Tolkien abbiamo definite (Elfi, nani…) oppure usare l’idea di un luogo totalmente nuovo (il che è banale se ci pensi). Ci sarebbe da farne, su questo argomento, un libro.

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