Femminismo “forzato”?, parte 1: La storia dimenticata della sorella maggiore di W.A Mozart in un racconto di amore fraterno simile a una fiaba.

Con questa recensione si inaugura una rubrica potenzialmente infinita alla quale tengo particolarmente e volevo iniziare da tempo: un’analisi sulla rappresentazione dei personaggi femminili e dei tropes tipici della caratterizzazione di questi ultimi. Molti personaggi, di recente, sono appellati come Mary Sue forse un pò ingiustamente a volte – su alcuni si può anche discutere ma su Elsa non transigo, mi dispiace: Frozen II non sarà un film perfetto, ma mi rivedo così tanto in lei che non posso accettare un parere così duro su di lei. –

Prima di parlare del libro, facciamo una piccola, ma doverosa, premessa: questa è una storia romanzata con protagonista Anna Maria, o Nannerl, Mozart, la sorella maggiore di Wolfgang Amadeus, soprannominato Woferl.

Nannerl da ragazza
Nannerl da adulta, divenuta Baronessa Berchtold.

Il romanzo in questione è Il regno capovolto di Marie Lu, che prende il nome da un compimento effettivamente realizzato da Nannerl quando giocava con il fratellino da bambina1:

Marie Lu, Il regno capovolto, Mondadori, 2021

La storia ripercorre la vita dei due raccontata dalla prospettiva di Nannerl, dall’infanzia fino al suo matrimonio, alternando la storia vera della famiglia a un’avventura sui generis in un mondo fantasy creato da una fiaba che lei racconta a Woferl e prende vita per entrambi. Grazie alla musica possono accedervi e incontrare Hyacinthus, una specie di principino fatato al quale Nannerl si legherà molto.

( Piccola parentesi divertente: essendo due persone realmente esistite, non sapevo bene come immaginarle, mentre questa creatura magica che fa da tramite tra i due mondi la immaginavo così_

Canzone ripresa da Pollicina di Don Bluth.

Cornelius è il mio Hyacinthus, per capirci)

Entrambi i fratelli Mozart sono stati bambini prodigio che avevano come precettore sia il padre Leopold che Herr Schachner, ovvero il musicista Johann Andreas Schachner2. La famiglia gira l’Europa e tutti e due piacciono al pubblico, ma Woferl molto di più. Leopold ricorda costantemente alla figlia che una volta raggiunta l’età da marito smetterà di comporre e suonare e Nannerl è terrorizzata dall’idea di essere dimenticata per sempre.

Leopold, chiaramente, è un uomo del suo tempo anche se, dal punto di vista di Nannerl, può essere inteso come una sorta di antagonista che crea angoscia in una giovane per la quale ogni anno che passa significa essere sempre più vicina a un probabile matrimonio e alla rinuncia a comporre musica ed esibirsi. Forse per qualcuno l’insistenza con la quale la ragazza ripete che vuole essere ricordata e non vuole rinunciare alla musica può risultare stucchevole e fastidiosa a un certo punto, quasi come se lei si lamentasse di qualcosa che alla fine non è concreto dato che per tutto il libro effettivamente può comporre anche se è il fratello a spronarla e lo fa sempre in segreto, ma, secondo me, è molto realistica: la storia. purtroppo, ha dimostrato che la giovane Mozart è stata quasi completamente oscurata dal fratello perchè maschio, anche se si è diffusa l’ipotesi che tante delle composizioni del giovane prodigio fossero in realtà di Nannerl ma sia stato lui a renderle immortali. Non so quanti conoscano il film Amadeus di Milos Forman, ma, per esempio, in questo film Nannerl non è minimamente citata nemmeno come membro effettivo della famiglia Mozart.

Tom Hulche interpreta W. A. Mozart, Amadeus, 1984

L’amore fraterno tra i piccoli Mozart è veramente forte in questo libro, ed è gestito molto bene: Nannerl ama profondamente il fratellino pur essendone gelosa anche perchè, come nella realtà, Woferl è estremamente cagionevole di salute. La parte prettamente storica mi è sembrata abbastanza riuscita nella sua semplicità ma quella fantasy…

Quella fantasy è, passatemi il termine, la nota dolente del romanzo: il Regno Capovolto esiste nella mente dei due fratelli e prende vita in un modo un pò strano e forse un pò troppo casuale. La prima volta che Woferl e Nannerl ci finiscono e incontrano Hyacinthus avviene attraverso le note di uno spartito di Nannarl che prendono vita e li trascinano nel Regno. Hyacinthus risponde ai desideri di Nannerl e le affida una serie di missioni per non essere dimenticata, ma la sua “biografia” viene costruita dagli stessi fratelli e poi confermata da lui stesso quando lui e Nannarl si ritrovano e dopo un pò questa cosa confonde. A un certo punto, Nannerl vede Hyacinthus mentre suona per l’imperatrice Maria Teresa e Leopold parla con lui ma non si capisce chi lo vede davvero apparte la ragazza e, nel caso, com’è possibile che il padre e l’imperatrice d’Austria interagiscano con questa creatura che in realtà compare per assecondare i desideri della giovane, infatti l’atmosfera incantata generata dalla musica svanisce appena Nannerl smette di suonare e questo lascia abbastanza perplessi leggendo. Il principino pretende che Nannerl rispetti le prove con la massima serietà e la richiama se lei non accetta di prenderne parte visto che a un certo punto lei stessa matura l’idea che il desiderio che ha dato vita allo stesso Regno sia infantile e stia cambiando forma verso la fine del romanzo. Hyacinthus mette in competizione i fratelli e la ragazza è convinta che il fratello abbia fatto la spia al padre e questo gli abbia fatto firmare a nome suo sei composizioni realizzate da lei. Hyacinthus fa ammalare e quasi morire Woferl di vaiolo per permette a Nannerl di avere ciò che vuole, le dice di consegnarglielo se vuole salvarlo perchè lui è il principe ereditario del Regno Capovolto. Questa richiesta fa rinsavire Nannerl, che abbandona Hyacinthus e il Regno per sempre.

L’epilogo della storia del vero Wolfgang Amadeus lo conosciamo tutti: morì relativamente giovane in povertà anche perchè conduceva una vita abbastanza sregolata come ogni prodigio che si rispetti. Ho parlato di lui in uno dei primi articoli perchè si è ipotizzato che potesse essere autistico e tuorettico. Nel romanzo di Marie Lu, Nannarl, ormai baronessa Berchtold e non più chiamata con il soprannome ma con il nome di battesimo – nel libro la chiamano Marianna me comunque è la stessa cosa perchè era anche il nome della madre – riceve la visita di Herr Schachner che vuole scrivere la biografia di Woferl e la donna ricorda di sfuggita il Regno Capovolto perchè il fratellino aveva richiesto a uno dei domestici di disegnarne la mappa.

Il libro, in definitiva, è molto carino e può essere utile per conoscere Nannerl Mozart ma va preso per quello che è: non è un capolavoro ma una storia di amore fraterno molto leggera con tinte un pò surreali – sì. a me fa strano chiamarlo fantasy per i motivi di cui sopra ma dettagli – che parte da un loro gioco infantile. Questo luogo è generato dalla proiezione dei desideri di Nannerl, infatti, a un certo punto deve affrontare sè stessa e “sconfiggersi”. Il messaggio di fondo, secondo me, arriva forte e chiaro e non è affatto forzato anche perchè non è pensato per essere un romanzo storico puro ma il perno è proprio il principino fatato del Regno Capovolto. I modi per approfondire la biografia di Nannerl da un punto di vista più accademico, se vogliamo, sono altri3.

Vi aspetto nei commenti come sempre,

Cate L. Vagni

Note:

1Progetto sul Regno Capovolto

2Johann Andreas Schachner

3 Per esempio il libro Le sorelle di Mozart, storie di interpreti dimenticate compositrici geniali e musiciste ribelli scritto dalla direttrice d’orchestra Beatrice Venezi, UTET, 2020 racconta la storia di Nannarl e altre donne come lei con maggior attenzione alla storiografia rispetto a questo romanzo.

5 pensieri su “Femminismo “forzato”?, parte 1: La storia dimenticata della sorella maggiore di W.A Mozart in un racconto di amore fraterno simile a una fiaba.

  1. Per tutta la tua recensione ho pensato “Ma che bella cosa aver riportato alla luce la memoria della sorella di Mozart”, poi anch’io mi sono completamente confusa con la parte pseudo fantasy XD e detto da te che ami i fantasy (sai, magari io sono di parte perché non rientrano nelle mie corde), il giudizio è ancora più oggettivo! Ho pensato che fosse un plus inutile, che sballa completamente la storia, quando a mio avviso ci si poteva concentrare solo ed esclusivamente su di lei.
    Comunque io sotto shock per un altro motivo: non sapevo che esistesse anche la controparte femminile di Pollicino!

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    • Se andasse in una maniera meno “randomica” sarebbe stato anche interessante ma in questo modo dopo un po’ sembra pure abbastanza nonsense perché se l’autrice lo presenta come un gioco tra i due piccoli e ci sta non ha senso che a un tratto pure il padre e, addirittura, Maria Teresa, lo vedano. È troppo strano e sembra decontestualizzato dato che quel mondo nasce dalla mente dei due e dai desideri di lei. Nei fantasy capitano i viaggi tra i due mondi paralleli ma di solito sono più sensati di questo, vedi Narnia che ha come tramite l’armadio per esempio. E lo hanno detto in tanti che la parte fantasy è confusa proprio perché sto Regno Capovolto appare sempre in maniera troppo casuale e spezza la trama. Comunque il principe fata è un bastardo alla fine ma ha pienamente senso perché in realtà nella mitologia irlandese le fate sono creature malvagie che rapiscono i bambini e li sostituiscono con i loro – ti ricorda niente? 👀-. Sì, quel film è poco conosciuto ma è carino, secondo me. Comunque vogliamo parlare anche di quanto fosse bella la sorella di Mozart? Io sono folgorata xD ma forse è anche un effetto dei ritratti settecenteschi che secondo me sono sempre bellissimi esteticamente parlando xD

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