La sostanza della quale sono fatti i sogni

La serendipità tanto cara ai bibliotecari mi ha permesso di scoprire il romanzo di cui vi voglio parlare oggi, nel senso che è stato veramente un incontro fortuito e inaspettato avvenuto mentre cercavi altro: il giorno del firmacopie di questo libro, accanto a lei c’era anche quest’autrice, V, F. Lyndon, che firmava il suo romanzo. Io conoscevo solo Valentina in quel momento, ma la copertina dell’altro romanzo mi ha catturata fin da subito e alla fine ho deciso di comprarlo successivamente.

Il libro in questione è un fantasy middle grade che si intitola Aura Miller e il segreto di Drema e sono felice di parlarvene.

V. F. Lyndon, Aura Miller e il segreto di Drema, Pulce Edizioni, 2022

Aura è una bambina che vive in un’orfanotrofio ed è considerata strana sia dalla tutrice che dagli altri bambini e dalle famiglie che provano ad adottarla perchè è convinta che il suo petauro dello zucchero sia vivo. ma per tutti è solo un peluche. L’animaletto si chiama Velino.

Questo è un petauro dello zucchero, a volte chiamato impropriamente scoiattolo volante.

Aura viene spesso presa di mira da una coppia di gemelli che vive nello stesso orfanotrofio e, dopo l’ennesima angheria che la bambina subisce, finalmente Velino rivela la sua vera identità e la difende, dimostrando che non è pazza. Velino spiega che la sua identità doveva restare segreta per motivi di sicurezza, ma è venuto il momento di rivelarle la verità: suo padre era un terrestre, ma sua madre no.

In questo romanzo il tema centrale sono i sogni, come nascono e come diventano reali. L’idea di fondo mi è sembrata molto originale e interessante: i sogni sono consenzienti e hanno un Realizzatore che li spedisce sulla Terra, hanno una sorta di “formula chimica” e un prezzo in base al tipo di sogno. Per permettere al Realizzatore di portare a termine il suo compito, la persona deve credere in ciò che vuole e mantenere viva la desideranza, altrimenti il sogno muore.

La piccola Aura è nata dall’amore di uno scienziato terrestre e di una guerriera Dremana, quindi in realtà non dovrebbe esistere. La madre di Aura ha creato l’Icarus, una sostanza che le permetteva di viaggiare tra la Terra e Drema per vedere il suo amato. Su Drema, Aura incontra varie persone che conoscevano sua madre, che i dremani hanno ostracizzato per le sue azioni, e fa amicizia con Omar, un ragazzo che ha subito un incidente e sulla Terra è in coma, mentre su Drema è un sogno da tenere in vita alimentando la desideranza della madre. Aura diventa la sua Realizzatrice e deve fare in modo che la madre del ragazzo non perda la desideranza, di conseguenza studia alla scuola per Realizzatori insieme a Leo, un dreamano che la ospita e deve a sua volta tenere in vita Camila, il suo sogno.

Se su Drema nascono i sogni, gli incubi nascono da Etrom. I nomi sono spesso anagrammi, penso sia abbastanza intuibile. Drema ed Etrom sono luoghi vivi che interagiscono con gli abitanti.

Non voglio anticipare troppo proprio perchè ve lo consiglio. Spero di avervi incuriosito.

Il libro è candidato al Premio Strega Ragazzi di quest’anno.

Vi aspetto nei commenti come sempre,

Cate Lucinda Vagni

7 pensieri su “La sostanza della quale sono fatti i sogni

  1. Ah beh la protagonista mi sta già simpatica per avere come animaletto un petauro dello zucchero ☺️ e desideranza al posto di desiderio rende tutto più aulico 🤓
    Unica parte che non ho capito è l’incipit: cosa intendi con serendipità tanto cara ai bibliotecari?

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    • Che nel nostro campo la serendipità è un concetto importante. Non era ironia. Nel senso che è stata veramente una scoperta casuale dato che, se l’autrice non fosse stata insieme a Valentina ad Altrimondi quel giorno, non l’avrei mai conosciuta. Perché serendipità significa proprio “Scoperta casuale ma piacevole che fai senza preavviso mentre cerchi altro.” Di solito si usa per riferirsi alle ricerche correlate ovvero che parti da un argomento e ne trovi un’infinità collegati ma di natura diversa che comunque sono utili. Anche se il libro di Valentina e questo sono di due generi diversi io li ho equiparati perché le autrici hanno condiviso lo stesso giorno per il firmacopie. Il senso era quello.

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      • A me quest’esperienza è capitata di recente in libreria. Cercavo un libro che dalla sinossi su Internet sembrava promettente, ma poi ho letto le prime pagine, non mi è piaciuto e quindi l’ho rimesso sullo scaffale; in compenso su un altro scaffale ho trovato un romanzo di Penelope Douglas (Punk 57), l’ho comprato, e adesso che l’ho letto devo dire che è davvero bellissimo.

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        • Sì, è bello quando succede ☺️ mi è ricapitato anche di recente mentre cercavo un film a tema autismo su Netflix ( che non c’è) e invece ho trovato un documentario molto bello e peraltro anche sconosciuto del quale parlerò in uno dei prossimi articoli 🤩

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    • In ogni caso sì, il petauro è adorabile. La cosa divertente è che dovrebbe essere piccolissimo ma non so perché nella mia testa era ‘a dimensione umana” sarà che parla e quindi non me lo immagino come un animale normale della sua taglia ma vabbè xD diciamo che succede la stessa cosa anche con l’usignolo magico del coprotagonista del mio ultimo fantasy in certi momenti anche se in quel caso l’animale non parla xd

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