Questo momento doveva arrivare, prima o poi. Ho iniziato questa saga perchè Ofelia mi è stata descritta come una protagonista goffa ma non infantilizzata, e in effetti, è vero, ma, purtroppo, a oggi, l’unica protagonista davvero disprassica è Ramya Knox di Elle McNicoll. Sono andata avanti e, con il tempo, anche Thorn ha iniziato a darmi la sensazione di essere neurodivegente e ho scoperto alcune curiosità sulla saga, nel terzo la situazione inizia a complicarsi e Ofelia cerca Thorn, la loro storia d’amore evolve e iniziano a innamorarsi e “scegliersi” dopo un matrimonio combinato.
Il genere di questa quadrilogia certamente non Fantasy romance e siamo tutti d’accordo, ma lo sviluppo di Thorn e Ofelia e il modo in la Dabos li descrive ti ci fa sperare in qualcosa di romantico, qualcosa di romantico che non succede e i due vengono separati in un modo molto forzato. Dal terzo la saga prende anche una piega abbastanza distopica anche perchè l’Arca di Babel è abbastanza inquietante.
La saga è una delle mie preferite, nonostante tutto, ma questo quarto volume ha veramente tanti problemi strutturali e c’è un grandissimo caos nella gestione delle sottotrame e dei personaggi secondari. Io apprezzo lo sviluppo di Ofelia, ma anche la gestione della sua crescita alla fine risulta fasulla per le scelte dell’autrice. L’ultimo volume ha ottanta capitoli e la cosa di per sè non è un problema, ma lo è perchè dal sessantesimo in poi ogni cosa che accede contraddice tutto quello che è successo prima e i personaggi secondari risultano solo meri espedienti narrativi e non personaggi con una dignità e uno sviluppo proprio. Nel romanzo abbiamo due linee di trama che si influenzano a vicenda, ma una delle due viene dimenticata per metà libro e ripresa in momenti troppo casuali dopo capitoli che non se ne parlava più e anche i flashback sono altrettanto casuali ed estranianti. Con l’audiolibro la cosa si percepisce ancora di più e ho avuto diversi momenti di confusione, seppur brevi.
La saga non è complessa di per sè, viene complicata dall’autrice stessa senza un vero motivo e tutta la parte interessante del mondo che ha creato si perde insieme al marasma che succede negli ultimi capitoli. Pare che questa sia una caratteristica della Dabos che si ripresenta nel suo autoconclusivo Noi, che mi incuriosisce comunque molto.
Io non ho problemi con una trama lenta e riflessiva, anzi, mi piace molto, ma in questo caso la staticità diventa frustrante dato che a un certo punto tutti devono fuggire in fretta e furia da Babel perchè tutto sta crollando, ma Ofelia, Thorn ed Elizabeth ci ritornano poco dopo perchè altrimenti Ofelia non scoprirebbe la verità, anche se ci stava arrivando da sola poco prima di fuggire, ma era troppo presto per fargliela scoprire e quindi viene bloccata a metà percorso. Tutto questo è inutilmente cervellotico.
Voglio ascoltare i primi due volumi in audiolibro, perchè comunque adoro Liliana Bottone e mi sono piaciuti molto. Sto leggendo un libro che ho audioletto tempo fa, Il mistero del London Eye di Siobhan Dowd, ma ne parleremo sul secondo blog a tempo debito.
Questa è la mia opinione definitiva sulla quadrilogia dell’Attraversaspecchi, sono molto amareggiata così come lo sono stati molti altri lettori prima di me. Che peccato.
Se avete letto la saga possiamo parlare insieme del finale, ma sono ben accetti anche commenti generici anche di chi vuole semplicemente dire la sua.
A presto,
Lucinda Strange
conosco questa saga di nome, ma non mi sono mai approcciato
so che cmq nella media è amata
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Di base é comunque una delle mie saghe preferite degli ultimi tempi, ma sto finale è stato veramente frustrante
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