Questo libro era un regalo di compleanno richiesto da me perchè mi ispirava la premessa, ma, purtroppo, sono rimasta delusa.
Questo romanzo si articola su tre linee temporali con tre personaggi principali differenti, il punto di contatto di tutte le linee temporali è la riflessione sul transumanesimo come corrente filosofica, la digitalizzazione dell’anima, tentare di cambiare la storia per rendere il mondo perfetto. A capo di tutto c’è Zoe, un’azienda che produce visori vr che funziona grazie al connettoma, fondamentale per far funzionare le connessioni neurali del casco.
Nel passato seguiamo Adam e Eve nella Roma di Costantino, nel presente siamo a Roma ed è saltata la connessione globale a internet di tutto il mondo, il protagonista è il Vaticano e i suoi segreti, nel futuro la protagonista è la scienziata Rebecca che ha creato un casco con il suo stesso nome per creare un mondo virtuale dove il figlio, che non cammina più a causa di un incidente, possa camminare di nuovo.
La più pesante delle tre linee temporali, per me, è la prima, non mi ha trasmesso niente. Solo la terza mi ha fatto effettivamente riflettere: gli esperimenti di Rebecca portano a una connessione neurale così profonda tra le varie persone che usano il suo casco che le persone iniziano a condividere i ricordi traumatici. La scienziata non dà peso alle teorie filosofiche transumaniste, perchè non sono razionali e vanno contro la scienza. Alla fine la scienziata si farà abbindolare da un gruppo transumanista che vuole usare la sua idea in modo non etico e questo danneggerà anche la persona per la quale il casco Rebeka era stato sviluppato inizialmente.
Il romanzo voleva riflettere sulla pericolosità di qualsiasi tipo di estremismo, ma temo che non sia stato molto efficace nel farlo perché forse i temi erano troppi e le linee temporali risultano confuse, anche se la loro alternanza segue uno schema e si ripete sempre nello stesso ordine ( passato, presente, futuro). La linea al passato mi ha frustrato molto, quella al presente non mi ha entusiasmato granché, quella che meritava veramente attenzione è abbastanza superficiale. La risoluzione è molto veloce. Forse non era un libro adatto a me anche se pensavo di si dalla premessa e lo volevo leggere perché dopo aver concluso l’ucronia sulle guerre napoleoniche scritta da Susanna Clarke. ne volevo leggere altre e questa in parte lo sarebbe. Non credo che leggerò Progetto Parousia, volume conclusivo della dilogia, né Il senno perduto, perchè questo retelling dell’Orlando Furioso ha lo stesso problema strutturale del suo esordio.
Se qualcuno proverà comunque a leggerlo ben venga, intanto parliamone nei commenti. Aspetto il parere anche di qualcuno che magari lo ha apprezzato.
A presto,
Lucinda Strange
È un peccato quando una lettura che abbiamo desiderato tanto ci delude… Spero che andrà molto meglio con la prossima! 🤗
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Oh si, le prossime sono andate tutte decisamente meglio 😁
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Mi fa davvero piacere! Attendo volentieri le prossime recensioni 😉
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La trama mi pare ispirata a Ghost in the Shell. Ho adorato quel film (quello con Scarlett Johansson intendo, il cartone animato ha una trama meno lineare), quindi potrei dare una chance a questo libro. Posso chiederti come hai scoperto della sua esistenza?
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Perché seguo la casa editrice da parecchio, avendo scritto anch’io due fantasy, e sto recuperando tutto quello che hanno pubblicato. Non ho mai visto Ghost in the Shell, comunque
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Allora sono onorato di avertelo fatto scoprire: è davvero bellissimo, soprattutto a livello estetico (ma anche la trama è ben raccontata, come dicevo nel commento precedente). Grazie per la risposta! 🙂
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Il transumanisimo è un sottogenere della fantascienza, quindi ci sta che il concetto di base di qua libro e Ghost in the Shell senbrino simili. Proverò a guardare Ghost in the Shell, comunque 😁
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Mi ringrazierai, ne sono convinto! 🙂
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