Il primo volume della trilogia de “Il Pugnale dei Poeti”, il cozy epic fantasy di Chiara Zanini: “Il volo del Gheppio”

Oggi vi parlo di un romanzo che ho adocchiato da tanto sul sito della Lumien quando sceglievo da quale romanzo partire per conoscere la casa editrice e finalmente l’ho recuperato. “Il volo del Gheppio”, primo volume della trilogia de Il pugnale dei Poeti di Chiara Zanini, un cozy epic fantasy.

Partiamo dal principio: cosa significa cozy?

Cozy vuol dire accogliente, quindi un cosy fantasy è un tipo di fantasy con meno situazioni emotivamente stressanti possibili dove tutto è tranquillo anche se, ovviamente, ci possono essere lutti, conflitti o altro, ma sono gestiti in modo che non ci siano variazioni di tono troppo evidenti, un esempio è La Casa sul Mare Celeste di T.J. Klune. In effetti, il romanzo parte proprio così: Auren è un giovane Poeta, un ragazzo che detiene un potere magico che gli permette di creare opere d’arte da far ammirare al villaggio grazie al legame con la natura e la sua figura è così rispettata che fa parte della Casta, che comanda la città. Vicino ai Poeti ci sono i Sigillatori, ragazzi loro coetanei che devono impedire che le opere dei Poeti si deteriorino, il Sigillatore che affianca Auren si chiama Gylleal.

La situazione di calma apparente in cui i Poeti sono esaltati e amati da tutti si rovinerà molto presto e Auren dovrà fuggire perchè i vari Poeti degli altri villaggi vengono rapiti e torturati da un gruppo di streghe capeggiate dalla Laolin, che vuole trovare un’arma misteriosa ( quella che dà il titolo alla trilogia), il Sommo Poeta e la città misteriosa capitale del mondo magico, ma nessuno dei Poeti, Auren incluso, ha queste risposte. Auren verrà cacciato e dovrà cercare la capitale, sempre ammesso che esista. Auren capirà che la Casta gli ha nascosto molte informazioni fondamentali per anni perchè era convinto che non ci sarebbero mai state guerre. Il giovane Poeta ha bisogno del soffio vitale per attivare il proprio potere e questo si può manifestare in modi differenti, quello di Auren si manifesta tramite il gheppio citato nel sottotitolo. Tutti sono molto colpiti da questo.

Con Auren forzato alla fuga, anche Gylleal avrà dubbi sul fatto che i Sigillatori come lui abbiano ancora senso di esistere se ora i Poeti sono una minaccia.

A completare il trio c’è Iria, che all’inizio vuole seguirli per ribellione verso il padre,  che è  il Capo Villaggio, e, infatti, Auren non la accetta, ma negli ultimi capitoli verranno fuori alcuni lati della sua personalità che la faranno apparire più fragile. Lei tira con l’arco. Ci sarà un’evoluzione del rapporto tra lei e Gylleal mentre viaggiano con Auren perchè si troveranno a dover salvare il giovane Poeta. I tre ragazzi sono cresciuti insieme,  in un modo o nell’altro, ma la loro maturazione continua durante il viaggio sia nel modo di rapportarsi tra loro che singolarmente.

Questo è solo l’inizio di un viaggio e della crescita dei tre personaggi, il finale viene interrotto sul più bello, ma, fortunatamente, il secondo è già pubblicato e il capitolo finale è uscito nei mesi scorsi. Ho apprezzato molto lo stile dell’autrice e andrò avanti, Chiara ha pubblicato anche con Delos Digital, Wizard & Blackholes e Nativi Digitali Edizioni, penso che recupererò anche le altre sue opere.

Se la recensione vi ha incuriosito.vi aspetto nei commenti, che, come sempre, sono aperti per qualsiasi dibattito.

Alla prossima,

Lucinda Strange

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