Keedie Darrow è fuoco

Se la storia di Addie è stata un esordio veramente eccelso, la storia di Keedie è ancora più potente. L’ho atteso tanto e ne è valsa la pena.

Di cose da dire ce ne sono e i modi per parlarne altrettanti. La Keedie della serie mi è entrata nel cuore e per me vuol dire tanto nel suo essere così legata alla Battaglia di Killiekrankie.

Il quadro tanto adorato da Keedie.

Nella serie Nina ha un fidanzato adorabile di nome Frank, che aiuta e supporta Addie nella ricerca sulla caccia alle streghe, nel romanzo si chiama Hugh ed è l’esatto opposto: guarda male Keedie e tutte le persone neurodivergenti. Il rapporto tra le gemelle è molto complesso e Addie non è ancora diagnosticata. Addie viene ancora chiamata con il nome completo e sarà Keedie a darle il suo soprannome, perchè intuisce che la sorellina risponde malvolentieri se viene chiamata con il nome completo. Addie osserva tutti minuziosamente e parla poco, adora gli squali.

Keedie e Nina condividevano una playlist e Nina usava la canzone Come on, Eileen dei Deoxys Midnight Runners per tranquillizzare la gemella durante i sovraccarichi peggiori perchè Eileen  diventava Keedie per lei, oltre a questa avevano anche Edge of Seventeen di Stevie Nicks e Head over Heels degli Abba. Keedie soffre questo allontanamento e a tratti si sente anche tradita perchè Nina frequenta dei ragazzi che sono dei veri e propri bulli e Keedie si prefissa la missione di combattere il bullismo. Keedie, però, non abbandona mai la gemella e, senza che lei lo sappia, si mette a seguire tutti i suoi video di beauty che Nina sta iniziando a creare, regalandole un cavalletto per il compleanno. Nina sa benissimo che anche Addie è autistica, ma lì per lì ha una reazione di rifiuto per paura che la gemella la lasci da parte perchè più affine alla più piccola della famiglia Darrow. Ripensando alla storia breve dal punto di vista di Nina, questa paura è proprio il perno della storia, dato che Nina si sente esclusa nonostante in un primo momento fosse lei quella che giocava con Addie e la truccava.

La migliore amica di Keedie, Bonnie, è solo citata in Una specie di scintilla e lo è per un motivo specifico: è stata portata in una scuola speciale dopo una crisi e nella quale cercano di curarla, qui vediamo che, comunque, la famiglia di Bonnie non vede Keedie di buon’occhio perchè vuole che la figlia faccia masking il più possibile. Bonnie presenta a Keedie la sua amica Angel, una ragazza autistica benestante di un villaggio vicino a Juniper che frequenta una scuola che supporta le persone autistiche e le loro necessità a qualsiasi livello di supporto. Le tre ragazze si autodefiniranno “Le tre moschettiere autistiche” e Keedie decide di creare un’agenzia antibullismo proprio guardando Bonnie, che subirà bullismo proprio dalla persona che esce con la gemella. Keedie vuole proteggere anche Addie e vorrebbe che, quando arriverà alle medie, troverò un’insegnante come quella che ha in quel momento, ovvero una che ha la giusta sensibilità quando vede che la bambina va in sovraccarico, ma la scuola di Angel è troppo costosa per la sua famiglia.  Riparlerò di Bonnie anche nella futura recensione della seconda stagione della serie che trovate su Raiplay.

Keedie sa di essere rumorosa e testarda, infatti non piace a tanti insegnanti, la sua amica Angel, invece, è tranquilla e accondiscendente. Keedie detesta l’ipocrisia del fatto che i professori che fanno parlare di bullismo le stesse persone che lo esercitano invece che le persone per le quali il progetto di Keedie è nato. A un certo punto si scaglierà contro il gruppo della gemella, che vuole impedire alle sorelle di festeggiare insieme il compleanno perchè non vuole le amiche di Keedie, Nina non riesce a reagire perchè è paralizzata dalla paura: Keedie dirà tutto quello che pensa, ma poi si renderò conto che essere crudele non fa per lei e non voleva arrivare a tanto. Purtroppo Hugh non tratta affatto bene Nina e, ogni volta che parla con Addie quando va a trovare la famiglia Darrow, è inopportuno e triggera Keedie ogni volta perché non sa scegliere le parole.

Le gemelle, in realtà, hanno una piccola cosa in comune: a Nina piace il beauty, a Keedie la moda, Keedie modifica abiti e ci aggiunge i lustrini, a farlo notare a Keedie è il padre mentre la ragazza sta avvertendo il senso di colpa per essere stata così crudele con le persone che la gemella frequenta. anche se sono pessime. Alla fine Nina si ravvede e capisce che la gemella merita più delle persone che frequenta, quindi si unisce a lei mentre Keedie fa un discorso pubblico durante una commemorazione: mette Edge of Seventeen e Keedie capisce che la “sua” Nina è tornata.

Alla fine di questo romanzo si accenna un tema che poi sarà il perno al quale girerà intorno Una specie di Scintilla: le oscure origini di Juniper e del suo fondatore, che in realtà era un cacciatore di streghe, ma per tutti è rispettabile.  Questo dettaglio mi è piaciuto molto. 

Un romanzo denso che mi ha fatto pensare che io avrei avuto tanto bisogno di una persona come Keedie, perché non ero in grado di fronteggiare i bulli da sola.  Keedie sbaglia, ma comunque risponde dopo che anche lei è stata derisa e umiliata più volte.  Il suo metodo è imperfetto, com’è giusto che sia, avendo lei tredici anni.  Gli adulti, purtroppo, non aiutano molto, anzi spesso dicono a Keedie di essere meno egocentrica anche se giustamente fa notare la loro ipocrisia nel proporre come rappresentanti della sua associazione anti bullismo proprio i bulli.

Addie sarà la scintilla, ma Keedie è la fiamma e, forse, molto a modo suo, Nina è la miccia, seppur silenziosa. Le tre sorelle si completano e compensano tra loro, ed è bellissimo così. Nina agisce al momento giusto con Keedie, ma ha bisogno di tempo e la sua paura è normale a quasi quattordici anni. Quella canzone messa al momento giusto le riavvicina, un pó come le uova lanciate contro i bulli nella storia dal suo punto di vista.  La loro complicità di gemelle vacilla solo apparentemente, ma sotto sotto non si abbandoneranno mai. Una specie di Scintilla è ambientato cinque anni dopo e Keedie è una giovane studentessa universitaria, mentre Nina una beauty influencer molto apprezzata che prova comunque a includere Addie nei suoi video, anche se Keedie non è molto d’accordo. Ognuna delle tre è forte a modo suo, ma allo stesso tempo fragile, e va bene così. 

Questo libro parla anche di autismo femminile, perché ce n’è ancora bisogno e Keedie, Bonnie, Angel e Addie lo rappresentano tutte con sfaccettature differenti.

Questa recensione è molto sentita per me, come per ogni romanzo della McNicoll.  Spero che tutti possano commentare senza che la piattaforma faccia brutti scherzi.

A presto,

Lucinda Strange

Ps: Mi sento di lasciare una citazione a margine senza dare particolari spiegazioni, chi vuole capire, capisca:

Quanto ti capisco, Keedie…

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